Sanzioni, Confindustria Russia: Conseguenze più drammatiche di quanto sembri

L’intervento del presidente Ernesto Ferlenghi durante un convegno a Milano: “Le nostre imprese stanno soffrendo pesantemente. Bisogna reagire senza perdere tempo”

Le conseguenze delle sanzioni sul commercio con la Russia sono “più drammatiche di quanto sembri”. A dichiararlo è stato Ernesto Ferlenghi, presidente di Confindustria Russia, durante il convegno “La Russia del futuro, il futuro della Russia”, svoltosi nella sede di Assolombarda a Milano. “A quasi un anno dalle sanzioni le nostre imprese stanno soffrendo pesantemente. Quasi 60 anni di guerra fredda non hanno mai frenato le relazioni economiche Italia-Russia”, ha fatto notare Ferlenghi. Oggi, invece, ci si ritrova a dover affrontare una brusca frenata, alla quale bisogna reagire “senza perdere ulteriore tempo”. “I settori che possiamo presenziare vengono occupati da altri”, ha aggiunto Ferlenghi.

Secondo quanto è emerso durante l’incontro, nell’ultimo anno per esempio le aziende americane hanno aumentato paradossalmente le proprie esportazioni verso la Russia del 23%. Nel 2013 l’Italia era il secondo paese europeo esportatore verso la Federazione, con 10,8 miliardi di euro alle spalle della Germania, ma nel 2014, soprattutto a causa delle sanzioni, ha visto erodere la propria quota di export per 1,2 miliardi di euro di (-12%), con una stima di ulteriori 3 miliardi nel 2015.

Prima delle sanzioni, l'interscambio Italia-Russia era arrivato a 40 miliardi, con una perdita di 5 miliardi a seguito dei provvedimenti.

Il nostro auspicio è che non vengano aggiunte ulteriori sanzioni”, ha dichiarato Alessandro Spada, consigliere incaricato per l'internazionalizzazione di Assolombarda, ma che "si arrivi a una riduzione di quelle esistenti” che si faccia un “lavoro per rimuovere al più presto questi ostacoli in modo da riprendere lo sviluppo economico bilaterale che avevamo intrapreso”.

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