In Campania cresce l’interscambio con la Russia

Aumento del 32 per cento nell’ultimo anno. In leggero calo invece l’export (-3%). Fallico, di Banca Intesa Russia: “Tecnologie innovative, moda e turismo rappresentano le leve per la crescita dell’export campano verso la Federazione”

“Anche la Campania subisce il contraccolpo della crisi geopolitica tra Ue e Russia, ma in misura molto più tenue rispetto al dato nazionale. Se da una parte, infatti, l’export verso Mosca è calato del 3% (dato 2014 sul 2013), dall’altra vola l’interscambio, che si attesta a +32% nell’ultimo anno (318mln di euro), dato che la dice lunga sulla vivacità delle relazioni commerciali con la Russia”. Lo ha detto a Napoli il presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico, nel corso della relazione di apertura del bilaterale dedicata alle relazioni commerciali tra Italia e Russia. Per il presidente dall’Associazione Conoscere Eurasia – che ha organizzato l’evento assieme al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Banca Intesa Russia e Banco di Napoli: “Tecnologie innovative, moda e turismo rappresentano le leve per la crescita dell’export campano verso la Russia, che malgrado tutto sta lanciando dei segnali incoraggianti: i 3 punti percentuali persi nel 2014 possono rappresentare solo un pit stop dopo anni di crescita ininterrotta e un 2013 che si era chiuso con un incremento di quasi il 7%. Inoltre – secondo il presidente di Banca Intesa Russia - anche lo scorso anno le tecnologie campane dirette a Mosca sono cresciute del 6,3% e il turismo dal 2009 al 2013 ha più che raddoppiato gli arrivi, con circa 400mila presenze nell’ultimo anno. Oggi la Campania è la seconda regione per destinazione dei Tour operator russi e Napoli è la quinta città preferita dai visitatori della Federazione Russa, dopo Roma, Milano, Venezia, Rimini e prima di Firenze. A perdere in modo sensibile è invece il sistema moda – ha concluso Antonio Fallico - con una flessione del 17% che andrà sicuramente recuperata una volta stabilizzato il rublo e risolta la crisi geopolitica che ha condizionato gli scambi per gran parte dello scorso anno e, ancor più, nei primi mesi del 2015”.

Complessivamente, al netto della voce ‘Turismo’ l’interscambio 2014 tra la Campania e la Federazione Russa è stato di 318mln di euro (+46,5% nell’ultimo biennio), con una leggera perdita nelle esportazioni verso Mosca (-3% sul 2013) e un sensibile aumento (+70%) delle importazioni. Dati sicuramente migliori rispetto alla performance italiana nel 2014, quando la caduta del rublo, le sanzioni e le controsanzioni hanno determinato nel 2014 una perdita di 5,3mld di euro nell’interscambio tra Italia e Russia (-17% sul 2013) e una contrazione delle nostre esportazioni dell’11,6% (-1,25mld di euro), con un crollo – secondo la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo - dei prodotti tessili dell’abbigliamento e pelle (-16,4%) e gli apparecchi elettrici ed elettronici, macchinari meccanici e mezzi di trasporto (-13,7%). Oltre ovviamente, ai prodotti agroalimentari oggetto delle sanzioni (-38%)

Al seminario erano presenti, tra gli altri: il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris; l’Ambasciatore della Russia in Italia, Sergey Razov; l’amministratore delegato del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, Sergey Belyakov; il Rappresentante commerciale della Federazione Russa in Italia, Igor Karavaev; il presidente del Banco di Napoli, Maurizio Barracco;  il presidente di Confindustria Campania, Sabino Basso; i presidenti di Unione industriali e Cciaa di Napoli, Ambrogio Prezioso e  Maurizio Maddaloni; il direttore Enit a Mosca, Domenico Di Salvo e il vice presidente Sistema Moda Italia, Paolo Bastianello.

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