Congelare i prezzi per rispondere alla crisi

L'Associazione delle società di vendita al dettaglio ha proposto al Servizio anti-monopoli (Fas) un progetto di accordo per fissare il costo dei prodotti socialmente importanti

Un modo per contribuire a fronteggiare la crisi. Partendo dal basso e mostrando attenzione per le basilari necessità dei cittadini. Le principali reti di rivenditori al dettaglio, in Russia, sono disposte a congelare i prezzi dei prodotti ritenuti socialmente importanti. Lo rivela il quotidiano Vedomosti, secondo il quale l'Associazione delle società di vendita al dettaglio ha proposto al Servizio anti-monopoli (Fas) un progetto di accordo per fissare i prezzi dei prodotti socialmente importanti.

Stando al giornale, si tratta di un'iniziativa con la quale i commercianti provano ad affrontare l'aumento dei prezzi registrato da questa estate sui generi alimentari - in seguito alle sanzioni e contro-sanzioni per la crisi ucraina e al crollo del rublo - e la crescente pressione del governo, intenzionato a monitorare il mercato per arginare l'inflazione. Se il Fas approverà la proposta, i prezzi saranno congelati per due mesi. Nel progetto di accordo non vi è una lista ben definita dei prodotti interessati, i quali pare saranno poi stabiliti in modo indipendente da ogni rivenditore.

Tra i generi alimentari "socialmente importanti" rientrano carni come pollo, maiale, manzo, agnello, ma anche pesce congelato, latte e alcuni prodotti caseari, zucchero e sale, olio di girasole, alcuni cereali, patate, cavoli, carote e mele. Il mese scorso, era stato il governo a parlare di un tetto ai prezzi dei generi alimentari essenziali, per fronteggiare un'inflazione che a gennaio ha superato l'11%.

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