Petrolio, prevista una caduta delle estrazioni

Secondo uno studio, la produzione di greggio potrebbe scendere del 5-7% nei prossimi quattro o cinque anni

Foto: TASS / Dmitri Rogulin

Le sanzioni occidentali e la svalutazione del rublo hanno provocato una drastica caduta nell’estrazione del petrolio in Russia. Lo riporta uno studio dell’Agenzia internazionale dell’energia. Secondo l’Agenzia, si stima che la produzione russa del petrolio scenderà di oltre 560.000 barili al giorno nei prossimi cinque anni. Nel 2014 inoltre l’Agenzia aveva pronosticato una crescita, ma le previsioni sono state riviste a causa delle sanzioni imposte contro il paese e la svalutazione della moneta russa rispetto al dollaro e all’euro.

Il Ministero russo dell’Energia prevede una caduta nel volume delle estrazioni del petrolio pari allo 0,6% nel 2015. Le principali compagnie petrolifere russe, invece, come Rosneft e Lukoil, assicurano di poter mantenere invariati i livelli del 2014. 

Ma non tutti condividono questo ottimismo: nel novembre 2014 Leonid Fedun, vicepresidente di Lukoil, aveva dichiarato che nel caso in cui fossero rimaste in vigore le sanziono contro Mosca e i prezzi del petrolio fossero rimasti bassi, la produzione di greggio potrebbe scendere del 5-7% nei prossimi quattro o cinque anni. Confermando di fatto le previsioni dell’Agenzia.

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