Sanzioni, il rappresentante commerciale della Russia in Italia: “Gli imprenditori del Belpaese vogliono ancora lavorare con noi”

Secondo Igor Karavayev, l'inasprimento delle sanzioni fa ancora molta paura ma si vogliono salvare le collaborazioni commerciali

Gli imprenditori italiani vogliono ancora lavorare con la Russia, nonostante le sanzioni imposte dall'Unione Europea. Lo ha affermato in un’intervista a RIA Novosti il rappresentante commerciale ufficiale della Russia in Italia, Igor Karavayev.

Karavayev ha rilevato che le sanzioni hanno colpito soprattutto le imprese agricole del Belpaese. Così, secondo la Coldiretti, la perdita del settore agricolo italiano per l'embargo russo costa più di 200 milioni di euro all'anno. I produttori di frutta e verdura, carne, latte, formaggi e loro derivati sono i più colpiti. Inoltre gli imprenditori italiani sono molto preoccupati per i danni al “made in Italy”, a causa dell'entrata nel mercato russo di merci contraffatte provenienti da altri Paesi.

Karavayev ha sottolineato che l'inasprimento delle sanzioni russe fa molta paura alla moda e al settore dell’abbigliamento, dal momento che la Russia rappresenta il 10% delle esportazioni totali del settore. Nel caso di sanzioni contro il settore tessile dei Paesi UE, i produttori italiani possono subire perdite pari a 2,3 miliardi di euro. In tale scenario soffrirebbero anche i produttori locali di mobili e arredamento.

Il rappresentante commerciale russo ha messo in risalto che gli imprenditori italiani non rinunciano ai contratti che erano già stati firmati prima dell'introduzioni delle sanzioni. "Le aziende e gli imprenditori che fanno affari in Russia da molto tempo, in particolare quelli usciti indenni dalla crisi del 1998, ritengono che l'indebolimento del rublo sia una buona opportunità per investire in nuovi progetti e sviluppare le risorse esistenti. Inoltre, a detta di molti imprenditori, le opportunità connesse con l'indebolimento del rublo non dureranno a lungo”, ha concluso Karavayev.

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