Nasce in Russia l’Unione dei profughi ucraini

Gli immigrati si sono uniti per cercare di risolvere i propri problemi, a partire dalla burocrazia e dalla ricerca di un lavoro

Ci sono volute solo un paio di settimane perché in Russia si costituisse l’Unione dei rifugiati ucraini. Fondata, insieme ad altri fratelli ed immigrati, da Oleg Tsarev, nativo ucraino di Dnipropetrovsk, ex deputato e sostenitore della cooperazione con Mosca. Nel maggio di quest'anno era candidato alle elezioni anticipate per eleggere il Presidente dell'Ucraina, e un mese più tardi è diventato il capo del Parlamento autoproclamato dell'Unione delle Repubbliche popolari "Nuova Russia", che comprende le Repubbliche Popolari di Lugansk e Donetsk.

L'iniziativa di Tsarev è stata accolta positivamente da Mosca. Le autorità russe hanno ufficialmente detto che non vi sono dei problemi con i rifugiati ucraini: questi ottengono lo status di asilo temporaneo, il permesso di lavoro e un posto in cui vivere; i loro figli vanno regolarmente a scuola e all’asilo. "Il fatto che gli stessi rifugiati abbiano creato tale Unione iniziando a risolvere da sé i propri problemi, è da ritenersi un bene”, ha detto il membro superiore del Consiglio dei diritti umani sotto la Presidenza della Federazione russa, Yevgeny Bobrov, che a lungo si è occupato dei problemi relativi all’inserimento dei rifugiati.

Anche il Consiglio della Federazione Russa ha sostenuto l’idea dell'istituzione dell'Unione dei rifugiati ucraini. "Stiamo monitorando la situazione dei rifugiati. E se la costituzione dell’Unione aiuterà le persone ad esprimere le proprie richieste, chiederemo ai nostri senatori di mettersi in contatto con essa e dare piena collaborazione”, ha detto alla fine di settembre il Vice Presidente del Consiglio della Federazione Yuri Vorobyev. Tsarev ha ricevuto il sostegno anche dai deputati della Duma di Stato. In tutto, a metà ottobre, sono arrivati a Mosca da diverse regioni della Russia, circa 100 dei profughi più attivi, diventati ormai la spina dorsale dell'organizzazione.

Con le autorità russe esiste già un accordo di cooperazione. “Fanno parte del Consiglio direttivo dell'Unione Alelsandr Totoonov, membro del comitato di sostegno pubblico agli abitanti del sud-est dell'Ucraina nel Consiglio della Federazione, Sergey Obukhov, Vice Presidente del Comitato della Duma di Stato per le associazioni pubbliche e le organizzazioni religiose, Kazbek Taysaev, Vice Presidente del Comitato della Duma di stato per la politica economica, l'innovazione e l'imprenditorialità, Ruslan Gostev, membro della Commissione per le nazionalità e la Commissione contabile della Duma di stato e Yana Lantratova, membro del Consiglio e del gruppo di lavoro sul monitoraggio del rispetto dei diritti umani in Ucraina e Presidente del "Unione di volontari della Russia. Tutti hanno promesso di dare il proprio sostegno".

Non appena l'Unione sarà operativa, identificherà le questioni di interesse per gli immigrati, così da trasmetterle alle autorità russe per arrivare ad una soluzione complessiva. "Il problema più urgente riguarda la complessità dei documenti nelle aree chiuse ai rifugiati”, afferma la Yarovaya, riferendosi a Mosca, alla regione di Mosca, San Pietroburgo e alla regione di Leningrado. "Le persone sono pronte a mantenersi lavorando. Le sovvenzioni non sono necessarie. Molti profughi possiedono una buona esperienza, sono professionisti qualificati. Ma in genere non lavorano in base alla loro specialità, perdendo la qualificazione”, ha detto.

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