Al via il Forum Eurasiatico di Verona con i big della politica e i manager delle multinazionali russe

Due giorni di incontri per discutere di innovazione e internazionalizzazione con i ministri, i manager e gli economisti che interverranno al Forum

Igor Sechin, presidente e Ceo di Rosneft, e Antonio Fallico, presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia (Foto: Evgeny Utkin)

Più di 700 aziende, di cui 180 russe, 50 bielorusse, 30 kazake e 10 armene. Oltre 60 relatori tra ministri, manager ed economisti. Otto Paesi eurasiatici rappresentati. Sono i numeri della terza edizione del ForumEurasiatico, in corso di svolgimento oggi e domani a Verona. Il vertice economico - organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gazprombank – ospita tra gli altri i top manager delle multinazionali russe, a partire da Rosneft, oltre a decisori e opinion leader delle politiche economiche del Cremlino e della neonata Unione Eurasiatica (Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia).

“Le tensioni geopolitiche internazionali con la Russia le stanno pagando sempre di più le nostre imprese - ha affermato Antonio Fallico, presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, durante l’apertura del Forum -. Il dato comunicato poco fa da Istat sull’export italiano verso Mosca a settembre (-10,2% sul 2013) è purtroppo la cartina di tornasole di una crisi che pesa in primis sulla nostra economia. Solo a settembre sono scomparsi quasi 100 milioni di euro del nostro export verso Mosca mentre dall’inizio dell’anno l’interscambio con italo-russo si è ridotto di circa 3,2 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2013”. Una vera e propria sciagura per il made in Italy, afferma Fallico, visto che “negli ultimi 4 anni in Russia il made in Italy era cresciuto del 66%”.

Ha usato parole dure anche Romano Prodi, intervenuto al Forum: "Le sanzioni sono un suicidio collettivo. Dobbiamo affrontare questa situazione adagio adagio", perché è una situazione "più grande dell'Europa e della Russia”.

Il presidente e Ceo di Rosneft, Igor Sechin, ha invece affermato: “La mancanza di relazioni tra Europa e Russia crea un rischio per milioni di consumatori. È indispensabile rafforzare la sinergia naturale che c'è tra Europa e Russia ma servono regole chiare, le società energetiche non devono essere soggette a intrusioni politiche". Sechin ha inoltre ribadito l’importanza del mercato italiano nei piani di investimento della compagnia: "Se ci saranno proposte efficienti le prenderemo in considerazione. I flussi di cassa che genera la società ci consentono di portare avanti i nostri piani di investimento in Italia”.

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