Bari, cittadinanza in piazza per dire “no” alla guerra in Ucraina

Cittadini, autorità civili e religiose, insieme per chiedere che si ponga fine al conflitto

Anche i più piccoli in strada per dire "no" alla guerra (Foto: ufficio stampa)

Una marcia contro la guerra in Ucraina. Per dire "no" a un conflitto che ha già causato tanti, troppi morti. L'11 ottobre a Bari la cittadinanza è scesa in piazza per chiedere che si ponga fine alle atrocità nell'est del paese. “Da molti anni accogliamo a Bari decine di migliaia di fedeli ortodossi che giungono dinanzi alle spoglie di San Nicola per venerarlo o chiedere una grazia. Per questo abbiamo pensato di dover compiere un gesto, un'azione a favore della pacificazione di un conflitto che ha dilaniato una piccola parte di mondo a noi vicino, che rischia anche di far ricadere l'intera civiltà in una seconda e anacronistica guerra fredda”. Con queste parole Rocky Malatesta, direttore del Cesvir (Centro economia e sviluppo italo-russo) ha commentato la marcia per la pace che si è svolta a Bari per dire “no” al conflitto. Associazioni, autorità civili e religiose e cittadini, insieme per testimoniare l'iniquità della guerra e la necessità di un immediato stop al conflitto.

Un momento della marcia (Foto: ufficio stampa)

“Noi c'eravamo con coraggio e perseveranza, con convinzione a anche con passione -  si legge in una nota diffusa dal Cesvir -. E abbiamo marciato, accompagnati dai Battitori di Carbonara e dai ragazzi dei Corpi Sanitari Internazionali, invitando i cittadini ai lati della strada ad unirsi a noi, spiegando le motivazioni. Nei nostri brevi interventi si percepiva la commozione di condividere un passaggio importante della nostra storia. Poi le preghiere del priore della Chiesa Russa e del vice priore della Basilica: due lingue diverse unite in un solo anelito di speranza. La poesia di Nicola Valenzano e l'arte dei Radicanto hanno sugellato gli ultimi attimi della manifestazione.  Adesso possiamo solo sperare che tutto il nostro desiderato si avveri e siamo certi che si è sulla buona strada”.

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