Crisi ucraina, Razov: La Russia guarda alla Cina ma nessuno pianifica di chiudere il gas all’Ue

L’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, intervenuto a Torino: “Importante mantenere il dialogo. L’Italia lo vuole fare, altri Paesi no”

“I rapporti avviati con l’Italia in piena Guerra Fredda sono oggi i capisaldi del business bilaterale con la Russia. Per non perdere le posizioni è importante mantenere il dialogo anche in questo difficile momento; l’Italia lo vuole fare, altri Paesi no”. Lo ha detto oggi a Torino l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergei Razov, nel corso di un seminario sulle relazioni industriali italo-russe organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e lo studio legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners. “L’acuirsi delle sanzioni – ha proseguito Razov – riflette un atteggiamento che ha perso qualsiasi ragione di essere rispetto alla crisi in Ucraina, ed è illogico che queste sanzioni siano arrivate una settimana dopo i negoziati di Minsk. Ora la Russia è pronta ad agire autonomamente e a rivolgersi ad altri mercati: con la Cina, ad esempio, i rapporti hanno registrato un nuovo impulso dopo le sanzioni, specie sul fronte tecnologico-industriale”. 

“Nessuno sta pianificando di chiudere il gas all’Ue – ha concluso Razov – Gazprom è da sempre partner affidabile e la Russia è garante della sicurezza energetica dell’Unione Europea; per questo è previsto a breve un vertice trilaterale tra Ucraina, Russia ed Europa. Ma le sanzioni rischiano di diventare un boomerang per tutti”.

Per il presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico: “Dopo anni di crescita oggi scontiamo un clima ostile che fa male all’economia europea più che a quella americana. Il calo di quasi il 9% nel primo semestre di quest’anno del nostro export, indica che non conviene a nessuno mostrare i muscoli, deliberare sanzioni e contro-sanzioni in una escalation incontrollabile”.

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