Forum di San Pietroburgo, la crisi ucraina causa le prime disdette

A dare forfait, molte compagnie statunitensi. Passi indietro anche da parte di società italiane e tedesche. Il vice ministro russo dell’Economia: "Ce lo aspettavamo e ci dispiace molto"

Lo scorso sei maggio il vice ministro dell’Economia, Sergei Belyakov, ha dichiarato in un’intervista al canale televisivo Rossiya 24 che gli organizzatori del Foro Economico Internazionale di San Pietroburgo (che si terrà dal 22 al 24 maggio 2014) stanno ricevendo molte disdette, presumibilmente a causa della crisi ucraina. “La maggior parte delle compagnie aveva confermato la propria presenza, ma hanno detto che ora si vedono costrette a cambiare i proprio piani - ha detto il vice ministro -. Per noi, ovviamente, si tratta di una grossa perdita: una sorpresa spiacevole, anche se in qualche modo ce lo aspettavamo”.

Il numero dei rappresentanti delle compagnie straniere che hanno confermato la propria presenza, così come si legge nella lista pubblicata sulla pagina Web del Forum, è sceso quest’anno a 311 partecipanti: il 40 per cento in meno rispetto al 2013. Le disdette più significative sono arrivate da parte di compagnie statunitensi, che quest’anno partecipano solamente con 53 rappresentanti, a fronte dei 109 dell’anno scorso. Anche i numeri di Italia e Germania si sono ridotti notevolmente, visto che al Forum parteciperanno rispettivamente 10 e 14 persone in meno. 

Fra le compagnie che hanno disdetto l’invito si contano importanti imprese come PepsiCo, The Coca-Cola Company, Alcoa, ConocoPhilips, Bain & Co, PeMex e Goldman Sachs. Le compagnie Caterpillar, Boeing e Boston Consulting Group hanno deciso di partecipare, confidando in un rapido sblocco della situazione politica. 

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