I russi sulla Crimea: sì alla riunificazione

Lo rivela un sondaggio realizzato dal centro Vtsiom: il 96% degli intervistati ritiene corretto accettare la Crimea in Russia

Secondo i dati dei sondaggi sociali condotti ad aprile, i russi sono favorevoli alla riunificazione della Russia con la Crimea. Così, secondo il sondaggio del centro Vtsiom (Centro russo di ricerche sull’opinione pubblica), il 96% degli intervistati ritiene corretto accettare la Crimea in Russia. Nelle grandi città (con una popolazione superiore al milione di persone) questa è stata la posizione del 98% degli intervistati, nelle campagne del 95%, favorevoli si sono dichiarati il 95% dei giovani e il 97% dei pensionati.

L’ingresso della Crimea in Russia porterà benefici al paese. La pensa così il 76% degli intervistati. Solo il 6% degli intervistati ritiene che possa, più verosimilmente, avere conseguenze negative. Inoltre, sono gli abitanti delle piccole città (78%) e gli intervistati con un’istruzione universitaria (76%) a mettere più spesso in evidenza gli aspetti positivi, a differenza degli abitanti di Mosca e San Pietroburgo (69%) e degli intervistati meno colti (68%).

Sullo sfondo dell’atteggiamento positivo nei confronti dell’annessione della Crimea è cresciuta anche la popolarità del governo. E così, secondo il Vtsiom, l’indice di valutazione della situazione politica in Russia è cresciuto fino al 73%, attestandosi praticamente allo stesso livello del 2008, quando raggiungeva il 74%.

Più complessa può essere considerata la reazione dei russi rispetto alla condanna delle azioni della Russia espressa dai Paesi occidentali. In primo luogo, secondo l’inchiesta, la maggior parte degli intervistati, il 71%, è a conoscenza della risoluzione dell’ONU, che ha dichiarato illegale il referendum condotto in Crimea

Un russo su cinque (18%) è dell’opinione che molti paesi non vogliano riconoscere ufficialmente la Crimea come russa, in quanto temono che la Russia diventi troppo influente. Gli intervistati spiegano inoltre lo scarso desiderio di molti paesi di accettare l’ingresso della penisola crimeana nella Federazione Russa con il fatto che gli USA esercitano pressione sugli altri stati (13%), un altro 13% si spiega l’ostilità dei Paesi occidentali con la guerra per il potere e le risorse, con il desiderio da parte di questi ultimi di occupare la Crimea (13%). Ancora il 7% dei partecipanti al sondaggio sospettano una parte di quei paesi di voler intenzionalmente danneggiare la Russia. Il 5% degli intervistati ha invece sottolineato l’importanza strategica della Crimea.

Nel frattempo la minoranza ritiene che la riunificazione con la Crimea minacci la Russia di serie conseguenze. Ne sono convinti il 59% degli intervistati. A sua volta, un quarto degli intervistati (25%) ritiene che una situazione simile possa condurre a risultati negativi. Propendono più spesso per l’assenza di conseguenze gli abitanti delle piccole cittadine (69%) piuttosto che gli abitanti di Mosca e San Pietroburgo (42%) inclini a sostenere il punto di vista opposto. Coloro che mostrano preoccupazione in primo luogo si riferiscono alle sanzioni economiche (34%). Oltre a questo, si temono le possibili provocazioni, la minaccia di un guerra (14%) e l’ulteriore deterioramento delle relazioni della Russia con i Paesi occidentali (11%).

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