Scontri in Ucraina, Mosca: "Lavoriamo per il dialogo"

Il Ministero russo degli Esteri invita l'opposizione a placare la violenza, e accusa l'Occidente di aver chiuso gli occhi sulle azioni degli estremisti

Il Ministero russo degli Esteri ha accusato l’Occidente di essere responsabile dei nuovi scontri che stanno interessando Kiev. Mosca ha quindi invitato l’opposizione ad avviare un dialogo con le autorità ucraine. “Ciò che sta accadendo è la conseguenza diretta della politica di permissivismo adottata da alcuni politici occidentali e da alcune strutture europee, che fin dall’inizio della crisi hanno chiuso gli occhi davanti all’aggressività delle azioni portate avanti dalle forze radicali in Ucraina”, si legge in una nota del dipartimento di informazione del Ministero russo degli Esteri, diffusa il 18 febbraio 2014.

Mosca ha quindi esortato l’opposizione ucraina a dialogare con il governo. “Ancora una volta invitiamo l’opposizione a mettere da parte le minacce e gli ultimatum, e ad avviare un dialogo sostanziale con il governo, per trovare il modo di far uscire il Paese da questa profonda crisi”.

A Kiev infatti sono ricominciati gli scontri. Alcuni manifestanti hanno lanciato sassi contro le forze dell’ordine, incendiando auto e distruggendo farmacie e negozi. Alcune persone hanno inoltre assaltato la sede del partito di Ianukovich.

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