Duemila russi bloccati nelle Filippine. Il Patriarca Kirill: "Prego per voi"

Secondo il Ministero degli Esteri della Federazione, i concittadini potrebbero fare rientro in patria già nelle prossime ore

Potrebbero essere quasi duemila i turisti russi bloccati nelle Filippine, dove il tifone Haiyan ha devastato la zona, mietendo oltre diecimila vittime. Lo ha comunicato il direttore del Dipartimento per le Situazioni di emergenza del Ministero russo degli Affari Esteri, Aleksandr Polyakov, ripreso da Ria Novosti: “Il numero totale dei cittadini russi che vivono nelle Filppine e dei turisti presenti nella zona colpita dal disastro non dovrebbe superare le duemila persone”, ha affermato.

I cittadini russi potrebbero fare rientro in patria già il 12 novembre 2013, ha fatto sapere l’Ambasciata della Federazione nelle Filippine. “Molti dei nostri connazionali sono ancora bloccati in quella zona – ha detto Sergei Shishmintsev, dell’Ambasciata russa -. Il traffico aereo deve ancora essere ristabilito, e confidiamo che possano tornare in Russia il 12 novembre 2013”.

Per il momento, ha aggiunto il diplomatico, tra le vittime del tifone non ci sarebbero cittadini russi.

Nel frattempo è partita la corsa agli aiuti umanitari: secondo l’Unicef, sarebbero quattro milioni i bambini bisognosi di aiuto. Il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, infine, ha inviato un telegramma di condoglianze al governo delle Filippine, scrivendo che avrebbe pregato per le vittime del disastro e per la popolazione locale.

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