Pussy Riot, Nadia Tolokonnikova trasferita in un altro carcere

La componente del gruppo punk femminista, condannata a due anni di detenzione, aveva fatto uno sciopero della fame per protestare contro la direzione della prigione in Mordovia in cui si trovava reclusa

Nadia Tolokonnikova, una delle tre Pussy Riot condannate per l’irruzione del 21 febbraio 2012 nella cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca, è stata trasferita in un istituto carcerario diverso da quello in cui si trovava precedentemente reclusa, una colonia penale situata nella regione della Mordovia.

Ad annunciarlo è stato il marito, Petr Verzilov, tramite il proprio account Twitter: la nuova destinazione sarebbe una prigione di Alatyr, nella vicina repubblica della Ciuvassia, circa 600 chilometri ad Est di Mosca.

Il Servizio Penitenziario Federale non ha confermato la notizia, ma già il 21 ottobre 2013 aveva reso noto che la detenuta era stata spostata in un altro carcere.

La Tolokonnikova aveva indetto due scioperi della fame nel mese di ottobre 2013 per protestare contro le condizioni di vita nel campo di lavoro in Mordovia e contro le minacce di morte che afferma di aver subito da parte dei guardiani del penitenziario. Dal canto loro, le autorità avevano replicato che la protesta era motivata unicamente dal rigetto di una richiesta della donna, finalizzata a ottenere un trattamento privilegiato all’interno della struttura.

L’attivista 23enne è stata condannata il 17 agosto 2012, insieme ad altre due componenti del gruppo femminista, alla pena minima edittale di due anni per il reato di teppismo motivato da odio religioso: l’accusa fa riferimento all’irruzione nella chiesa del Cristo Salvatore di Mosca, dove il 21 febbraio 2012 le tre Pussy Riot avevano inscenato una performance blasfema.

Nadia Tolokonnikova e Maria Alyokhina, l’altra coimputata ancora reclusa, verranno rilasciate nel marzo 2014.

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