Turismo, le spiagge di Rimini sono sempre più russe

I dati sulle presenze straniere confermano che la Riviera romagnola risponde bene alla crisi grazie all’impennata di arrivi dalla Federazione: nei primi otto mesi del 2013 sono stati quasi 800mila

Non più tedeschi e inglesi. Tra gli stranieri in vacanza nella Riviera romagnola, la parte del leone oggi la fanno i russi: lo confermano i dati diffusi dall’assessore provinciale al Turismo di Rimini, Fabio Galli, che parlano di ben 793.620 presenze russe nel periodo gennaio-agosto 2013 contro le 645.246 dei tedeschi, su un totale complessivo di 3.273.596 arrivi dall’estero.

I valori appaiono ancora più impressionanti se collocati nella serie storica, che testimonia una crescita continua delle presenze di cittadini della Federazione e degli altri Paesi dell’ex Unione Sovietica, dalle 342.300 unità del 1996 alle 816.066 del 2011, quando è avvenuto lo storico sorpasso sui turisti dalla Germania (per l’anno 2013 in corso mancano i dati definitivi).

L’assessore parla di “un’accelerazione enorme in particolare nell’ultimo quinquennio: e qui un ruolo fondamentale, oltre alle politiche di promozione, lo ha certamente avuto l’aeroporto”. Il Fellini di Rimini, infatti, negli ultimi anni ha puntato molto proprio sui passeggeri russi.

Allo scalo romagnolo si è aggiunto da settembre 2012 quello dell’aeroporto bolognese Marconi, con l’apertura della tratta diretta giornaliera Bologna-Mosca.

Galli saluta la “sostanziale ripresa del mercato estero” e fa rilevare come nel 2012 “per la prima volta in quasi vent’anni, abbiamo superato la soglia dei 4 milioni di presenze straniere. Questa ha consentito di tenere la crisi del mercato interno. Le oltre 800mila presenze in più nel confronto 2005/2012 hanno un valore standard per il nostro territorio superiore ai 100 milioni di euro”.

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