Greenpeace, l'italiano resta in carcere

Il tribunale ha respinto il ricorso del giovane attivista, accusato di pirateria dopo l'assalto alla piattaforma petrolifera di Gazprom

Il tribunale di Murmansk ha confermato l’arresto dell’attivista italiano di Greenpeace, Cristian D’Alessandro.

Così come riportato dall’agenzia di stampa russa Interfax, il tribunale ha respinto la richiesta di scarcerazione su cauzione.

L’attivista è stato arrestato il 19 settembre 2013 insieme ad altre 27 persone durante l’assalto alla piattaforma petrolifera di Gazprom, per protestare contro le trivellazioni nel Mar Glaciale Artico. Ora dovrà rispondere dell'accusa di pirateria, per la quale in Russia si rischia fino a quindici anni di carcere.

Nel frattempo sono state raccolte oltre 100mila firme a sostegno dell'appello lanciato dalla madre di Cristian, che sta chiedendo a gran voce un maggior impegno da parte dell'Italia per risolvere la questione.

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