Aeroflot battezza la sua compagnia low-cost

Il nuovo operatore si chiamerà Dobrolet e attiverà i primi voli tra la primavera e l’estate del 2014. Dalla Livingston, intanto, potrebbero arrivare nuove rotte tra la Russia e la Sardegna

Dopo averlo annunciato più volte, la compagnia aerea russa Aeroflot ha presentato il 10 ottobre 2013 il nome e il progetto della sua futura società low-cost: si chiamerà Dobrolet, come la compagnia sovietica che tra il 1923 e il 1930 precedette quella che sarebbe diventata, appunto, la Aeroflot.

Dobrolet, secondo quanto reso noto dall’azienda aerea di Stato, è stata creata il 4 ottobre 2013 e attiverà i primi voli nella primavera o nell’estate del 2014 dall’aeroporto moscovita di Domodedovo. Aeroflot è pronta ad investire nel progetto 100 milioni di dollari, di cui si aspetta di rientrare entro due anni.

Le stime di mercato prevedono che nei primi cinque anni la compagnia low-cost arrivi a servire 10 milioni di passeggeri (nel 2012 27,5 milioni di persone hanno scelto di volare con Aeroflot). La nuova società sarà autonoma amministrativamente e opererà su vettori Boeing 737 di nuova generazione: sempre entro i primi cinque anni, il parco velivoli dovrebbe arrivare a contare 40 aeroplani.

Per quanto riguarda le rotte, si prevede che Dobrolet si presenti su sette linee con 150-180 voli a settimana nel primo anno, e che aggiunga undici e poi sei nuove tratte nel secondo e nel terzo anno rispettivamente.

Nel corso della presentazione, l’amministratore delegato di Aeroflot, Vitaly Saveliev, è tornato ad auspicare un’"armonizzazione legislativa" del settore aereo russo con “le norme esistenti nell’industria globale, come i biglietti non rimborsabili, i pasti a bordo a pagamento, la tariffa per il bagaglio e la possibilità di assumere piloti stranieri”.

Nel frattempo, potrebbe arrivare dall’Italia un’altra novità sul panorama dei cieli russi: l’amministratore della compagnia italiana New Livingston, Riccardo Toto, ha infatti dichiarato all’Ansa che la sua società sta considerando l’ipotesi di attivare nuovi collegamenti tra la Sardegna e la Russia, come già ha fatto sugli scali di Verona, Torino e Rimini.

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