Eurovolley maschile 2013, la Russia batte l'Italia in finale e si aggiudica l'oro

Gli uomini di Voronkov battono 3-1 gli azzurri di Berruto al Parken Stadium di Copenaghen e conquistano il primo titolo continentale dal 1991 quando c'era l'Urss

Italia-Russia: 1-3. Con questi parziali a favore della Russia - 25-20, 25-22, 22-25, 25-17, - la Nazionale di Voronkov, da campione olimpico in carica, conquista anche l'oro a Copenaghen, a spese dell'Italia, nella finale degli Europei di volley maschile 2013.

Dopo due ore intensissime di match al Parken Stadium di Copenaghen (lo stadio di calcio trasformato per ospitare il mondo del volley), con l'Italia, finita sotto 2-0, che ha cercato un'altra rimonta vincente ma si è fermata al quarto set, è dell'opposto Pavlov il punto del 25-17 che regala alla sua Russia il titolo di campione d’Europa.

L'oro europeo mancava alla nazionale di volley maschile della Federazione dal 1991, quando ancora in campo c'era l'Urss. Allora in finale a Berlino c'era l'Italia di Julio Velasco.

Russia e Italia sono già qualificate per i Mondiali 2014 in Polonia; la Russia, che ha vinto gli Europei, giocherà a novembre 2013, in Giappone, la Grand Champions Cup mondiale a 6 squadre.

“Abbiamo lavorato sodo. E non è semplice trovare le parole per descrivere tutto questo – ha dichiarato Voronkov a Gazeta.ru al termine della partita -. Sono molto felice. Abbiamo fatto un ottimo lavoro e abbiamo vinto meritatamente. È un vero peccato che per così tanto tempo non siamo riusciti a emergere negli Europei. È stata una vittoria molto attesa. Ma ripeto, tutto è andato così come doveva andare”.

Nikolai Pavlov, invece, a caldo ha dichiarato di aver lasciato tutte le sue emozioni in campo: “Onestamente, non ho parole per descrivere tutto questo. Per il momento è ancora difficile capire esattamente ciò che abbiamo fatto. Non ho emozioni: tutte le mie emozioni sono rimaste in campo. La cosa più importante è che abbiamo portato a casa l’oro. Grazie a tutti gli amici, alla famiglia, ai tifosi. Abbiamo vinto per la Russia”. 

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta