Un nuovo angolo di Russia a Firenze: Palazzo Coppini

Il prestigioso edificio, dopo il restauro, ospita, per un progetto della Fondazione Romualdo Del Bianco-Life Beyond Tourism, anche oggetti provenienti dalla Federazione

Matrioshke, icone e una collezione di bottiglie di vodka. E poi una sala dedicata Aleksej Komech (1936-2007), storico dell’architettura e critico d’arte, nato a Plavsk. Apre a Firenze un nuovo angolo di Russia: il cinquecentesco Palazzo Coppini.

Dopo il restauro, il palazzo ospita un progetto della Fondazione Romualdo Del Bianco-Life Beyond Tourism, che lo rende un nuovo Centro studi e incontri internazionali della città, nell’antica via del Giglio, sede storica della Fondazione, da oltre 20 anni impegnata a favore del dialogo tra civiltà.

Il rinnovato palazzo, dunque, diventa un luogo in cui i 77 Paesi con i quali opera possano incontrarsi e dialogare. "Palazzo Coppini rappresenta fisicamente l’esito e il simbolo del pluridecennale lavoro compiuto dalla Fondazione Romualdo Del Bianco-Life Beyond Tourism e dalla sua rete internazionale perché le relazioni umane – spiega il presidente della Fondazione, Paolo Del Bianco - l’apertura all’altro, la reciproca conoscenza attraverso il patrimonio culturale e naturale, tangibile e intangibile, possano essere riconosciute come imprescindibili esigenze della Famiglia Umana".

Una delle sale del palazzo è stata intitolata ad Alexei Komech, che ricoprì importanti incarichi per la tutela del patrimonio culturale russo; a lui la Fondazione deve la possibilità di aver stabilito fertili rapporti con le maggiori istituzioni russe.

Gli oggetti esposti a Palazzo Coppini, inoltre, sono memorie, pezzi di artigianato e volumi donati alla Fondazione nel corso del tempo. Tra questi, molti arrivano dalla Russia, come un'icona della Vergine con il Bambino in vernice policroma e oro che raffigura la Madonna di Kazan, conosciuta anche come "la Vergine Nera". Poi, diversi set di matrioshke, tra cui una dipinta con diverse viste della città di Tambov; un set di uova di legno, dipinte a mano con una tecnica simile alla pittura delle icone che rappresentano (dal più grande al più piccolo), la Vergine Maria e Gesù Bambino in trono, la Vergine e Gesù, Gesù e una colomba.

In mostra anche una statuetta che raffigura Anton Cechov, una riproduzione dell'originale che si trova a Tomsk, e alcuni capi d’abbigliamento tradizionali. Fra le particolarità, ancora, un'eccezionale collezione di bottiglie di vodka, alcune personalizzate, per un totale di circa 200 pezzi. Infine, tanti volumi catalogati, da consultare, anche sulla Russia, a disposizione di studiosi e ricercatori.

Per maggiori informazioni cliccare qui

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta