A Carlo Carabba va la prima edizione del Premio italo-russo di Poesia "Bella"

Il giovane poeta romano, scelto da una rosa di cinque finalisti, è stato premiato a Verona. "Un'opportunità per ricordarci quanto la scrittura possa ancora essere uno strumento efficace per la comunicazione e la cooperazione tra Italia e Russia", il commento degli organizzatori
Foto: Ufficio Stampa
Il vincitore della Prima edizione
del Premio italo-russo di Poesia
"Bella", Carlo Carabba, 33 anni
di Roma 

Carlo Carabba, 33 anni, di Roma, tra i cinque finalisti italiani, ha vinto la Prima edizione del premio italo-russo di Poesia "Bella". Il vincitore, annunciato a Verona il 18 maggio 2013, ha conquistato il podio della categoria "Poesia Italiana" con la sua opera "Introduzione".

Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti, tra gli altri, Boris Messerer, presidente del Comitato organizzatore del Premio e membro dell’Accademia delle Arti Russe; Irina Antonova, direttore del Museo statale di belle Arti A.S. Pushkin; Andrej Khrzhanowskij, regista e sceneggiatore russo; Lora Guerra, moglie del poeta Tonino Guerra.

Intitolato alla poetessa russa Bella Akhmadulina (1937-2010), esponente della generazione letteraria poststaliniana e interprete della meditazione sul destino dell’intellettuale del mondo moderno, il premio ha l’obiettivo di promuovere la formazione dello stile artistico dei poeti emergenti russi e italiani, di rifondare l’attrattiva e l’interesse per la poesia tra i giovani contribuendo alla sua diffusione in Italia e in Russia.

Tra i fondatori del Premio Bella, per parte russa, la “Società degli amici di Tarussa – contributo per lo sviluppo”, la rivista Letteratura straniera, l’Istituto letterario “A.M.Gorky”, il Ministero della Cultura della Regione di Kaluga; per parte italiana, l’Associazione Conoscere Eurasia con sede a Verona e il contributo di Banca Zenit, Banca Intesa e il sostegno dell’Agenzia Federale per la stampa e i mass media.

“Il Premio Bella è un'opportunità per ricordarci quanto la scrittura, dalla poesia alla narrativa, possa ancora essere uno strumento efficace per la comunicazione e la cooperazione tra Paesi e rendere i giovani con il loro talento, nuovi ambasciatori della cultura che esprimono”, ha sottolineato Daniela Bonomi, segretario generale dell’Associazione Conoscere Eurasia.

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