Lista Magnitsky, tra Russia e Usa è muro contro muro

Dopo la pubblicazione dei nomi dei 18 cittadini russi che non potranno più mettere piede nel territorio statunitense, il Ministero degli Esteri della Federazione ha reso noto un elenco di americani ai quali verrà negato l'ingresso in Russia

È già stata ribattezzata la "guerra delle liste". Con la pubblicazione della cosiddetta "lista Magnitsky", l'elenco di 18 russi ai quali è stato vietato l'ingresso negli Stati Uniti e ai quali verranno congelati eventuali beni posseduti in quel territorio, Mosca ha deciso di rispondere con la stessa moneta.

Sul sito del Ministero russo degli Affari Esteri è infatti stato reso noto un elenco di 18 cittadini americani ai quali verrà negato l'ingresso in Russia: si tratta di persone sospettate di essere coinvolte nelle torture di Guantanamo e responsabili di violazioni dei diritti e delle libertà nei confronti di cittadini russi all'estero.

"La guerra delle liste non è una nostra scelta - si legge in un comunicato del Ministero russo -, ma non possiamo ignorare un vero e proprio ricatto".

Mosca aveva infatti esortato gli Usa a non pubblicare la lista di cittadini russi e delle ex Repubbliche coinvolti, secondo gli Stati Uniti, nella morte dell'avvocato russo Sergei Magnitsky, lasciando intendere che avrebbe risposto con fermezza all'iniziativa degli Stati Uniti. Alla vigilia della pubblicazione il ministro russo degli Esteri, Sergei Lavrov, aveva annunciato una linea dura, lasciando intendere una ferma risposta alla "lista Magnitsky".

"Non siamo stati noi a scegliere questo conflitto, ma non avevamo il diritto di non rispondere a questo ricatto - ha dichiarato il portavoce degli esteri, Aleksandr Lukascevic -. Certi politici americani dovrebbero ormai capire che non è possibile costruire relazioni con il nostro Paese in uno spirito di superiorità e di imposizione".

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