Ceramica di lusso

Loris Marcucci, responsabile del mercato russo per la Ceramica Sant'Agostino (Foto: ufficio stampa)

Loris Marcucci, responsabile del mercato russo per la Ceramica Sant'Agostino (Foto: ufficio stampa)

Attiva nel mercato della Federazione dalla fine degli anni '90, Ceramica Sant'Agostino punta su stile ed eccellenza per confermare la sua posizione in un mercato che chiede esclusività e alto valore aggiunto

La storia di Ceramica Sant'Agostino inizia nel secondo dopoguerra, quando tutto era da ricostruire. “Nel 1964, il fondatore Aristide Manuzzi ha visto delle possibilità di sviluppo, in un'area, quella di Ferrara, che non era tradizionalmente attiva nella produzione di ceramica, come lo era ad esempio la zona di Sassuolo, dove ancora oggi si produce l'80% della ceramica italiana – racconta Loris Marcucci, responsabile del mercato russo per la Ceramica Sant'Agostino -. È stata un'impresa coraggiosa, oserei dire controcorrente”. La società, basata nel comune di Sant'Agostino, in provincia di Ferrara, conta oggi 300 dipendenti e ha chiuso il 2013 con un fatturato di 60 milioni di euro.

“L'azienda si è subito rivolta a una clientela di fascia medio-alta - afferma il manager -. Dopo una rapida diffusione dei suoi prodotti in Italia e, successivamente in Europa sulla scia del boom immobiliare del dopoguerra, all'inizio degli anni 80 ci sono state le prime esportazioni anche negli Stati Uniti, grazie ai distributori di origine italiana”.

L'avventura nel mercato russo deve aspettare l'apertura del paese all'imprenditoria privata e all'import/export nella seconda metà degli anni '90. Ceramica Sant'Agostino ha avuto i primi approcci al mercato russo tra il '97 e il '98, partecipando a diverse fiere di settore organizzate con il sostegno dell'attuale  Confindustria Ceramica. La crisi russa della fine degli anni '90 ha congelato questi primi sforzi, ripresi poi nel 2001.

“Io sono entrato in azienda nel 2002 - racconta Marcucci -, anno che ha coinciso con una ripresa dell'economia russa grazie anche all'aumento del prezzo del petrolio. Il reddito pro capite è cresciuto e di conseguenza la capacità di spesa della popolazione. Progressivamente, grazie alle partecipazioni regolari al MosBuild, la principale fiera russa delle costruzioni e decorazioni di interni per numero di espositori e visitatori, abbiamo ampliato la nostra rete di distributori che ora conta diversi contatti a Mosca, San Pietroburgo, Ekaterinburg, Tyumen e molte altre città di questo vasto territorio. Oltre alle partecipazione al MosBuild, ogni anno organizziamo un presentazione delle nuove collezioni, come è stato fatto per la recente collezione di Philippe Stark, Flexible Architecture. Anche la fiera Cersaie di Bologna è una vetrina importante perché moltissimi tra i principali distributori russi la frequentano abitualmente”.

Fino al 2008, l'export di Ceramica Sant'Agostino nella Federazione ha avuto una crescita continua, fino alla cesura del 2009, anno difficile per l'economia globale.

“Nel 2010 c'è stata un'ulteriore ripresa - afferma il manager -, e posso dire con orgoglio che se nel 2013 l'export della ceramica italiana verso la Russia è stato tra il 2 e il 3% dell'export globale, noi abbiamo fatto 3 volte questa percentuale”.

Cosa cerca un cliente russo nei vostri prodotti? “Bisogna considerare che il consumatore russo compra al prezzo medio al metro quadro più alto al mondo – spiega Marcucci -. Essendo disposto a pagare un prezzo così elevato, pretende l'eccellenza, l'esclusività: caratteristiche che il Made in Italy incarna da sempre. L'esclusività del design, del marketing e del servizio, fanno sì che i russi siano clienti fedeli ai nostri marchi. Non è sempre facile rispondere a questi bisogni con un prodotto come la ceramica, perché le piastrelle fanno parte di un insieme più grande, sono un dettaglio dell'arredamento. Un dettaglio che però deve garantire l'armonia finale di un ambiente. Ecco perché per noi lo stile è fondamentale. Noi abbiamo un'identità precisa ed è questa che proponiamo ai nostri clienti, all'estero come in Italia”.

Il mercato russo impone anche altre condizioni al successo, come spiega Loris Marcucci. “È necessario conoscere a fondo la cultura e la lingua di questo paese per poter avere successo. Il contatto personale è molto importante anche nelle trattative commerciali”.

La congiuntura economica attuale impone all'azienda emiliana di mettere la propria strategia in stand by per il 2015, senza per questo rinunciare a un mercato giudicato “strategico”.

“Il contesto geopolitico globale è ancora indecifrabile e in più le oscillazioni del rublo non permettono ai distributori di fissare i prezzi – analizza il manager -. Tuttavia, la Russia è per noi un mercato strategico dove continuiamo a puntare per l'immediato futuro”.

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