Gli occhiali italiani che piacciono alla Russia

L'azienda di Belluno ha creato una joint venture italo-russa nel 1996. Da allora la sua presenza nel mercato della Federazione si è rafforzata fino a coprire più di mille punti vendita
 
Paolo Cannicci, presidente di Sover
(Foto: archivio personale)

“Per affrontare con esiti positivi questo mercato, occorre avere consapevolezza dei prodotti da offrire e delle caratteristiche richieste”, afferma Paolo Cannicci, presidente di Sover, azienda specializzata nella produzione di occhiali per i più importanti marchi della moda italiana.

La società, fondata dalla famiglia Cannicci nel 1962 in provincia di Belluno, esporta in oltre 60 mercati tra Europa, Stati Uniti, Medio ed Estremo Oriente ed è presente nel mercato russo dagli inizi degli anni '90. Attualmente la Sover si compone di tre joint venture commerciali a Mosca, Praga e Bucarest.

“La nostra presenza sul mercato russo risale al 1993/94 – racconta l'imprenditore -, quando iniziammo a operare con un qualificato e modesto operatore. In breve tempo, nel 1996, abbiamo creato con lo stesso operatore una joint venture paritaria, la Sover-M con sede a Mosca, in considerazione dell’interesse del mercato ai prodotti e ai marchi da noi proposti, rigorosamente Made in Italy”. Interlocutori affidabili, strutture distributive capillari e solidità finanziaria sono, per la società bellunese, i pilastri di una strategia commerciale di successo.

“Abbiamo un portafoglio clienti di oltre mille punti vendita distribuiti su tutto il territorio, anche se la distribuzione si concentra principalmente a Mosca e San Pietroburgo”, sottolinea l'imprenditore, la cui azienda è stata da poco inserita dalle autorità russe nelle ranking delle top 50 delle aziende esportatrici, finendo al primo posto per la categoria “strumenti e apparati ottici”.

“Nel mercato russo, la distribuzione è gestita da pochi operatori che detengono un consistente portafoglio di marchi e importanti disponibilità di magazzino per la pronta consegna – precisa Paolo Cannicci -, questo perché la clientela che si reca a Mosca da lontane destinazioni si aspetta di poter visionare ed immediatamente acquistare quanto risulta disponibile. Tali ditte hanno quindi le proprie sedi esclusivamente a Mosca dove per tradizione è concentrato il 99% del business”.

La Sover-M non fa eccezione e ha allestito circa mille metri quadri di locali, tra cui un magazzino e uno show room, dislocati nel centro della capitale.

Grazie ai suoi 45 collaboratori, la Sover-M distribuisce oltre 20 marchi legati alla Moda Italiana che continua ad affascinare i clienti della Federazione.

“Il consumatore russo è storicamente e particolarmente attratto, come in molteplici mercati, dai prodotti e dallo stile di vita Made in Italy – analizza l'imprenditore -, ma di contro è anche molto attento alla qualità, al design e all’innovazione tecnologica. Le consumatrici accolgono molto bene prodotti vistosi e ricchi. Anche se il consumatore è attratto principalmente da prodotti legati ai marchi primari della moda italiana, fortemente pubblicizzati, i prodotti di nicchia sono benevolmente accolti se presentano caratteristiche di innovazione”.

Da oltre 10 anni, la Sover-M ha attivato un accordo di licenza con il designer russo Valentin Yudashkin, per il quale l'azienda ha creato una linea di occhiali esclusivamente per il mercato russo che, nonostante una leggera flessione, continua a essere fortemente attrattivo per l'export Made in Italy. “Il mercato della Federazione in questi ultimi anni è stato positivo ed in costante crescita, contrariamente alla stagnazione che abbiamo avvertito in Europa e, in particolare, in Italia - afferma Cannicci -. All'inizio del 2014, però, si è notato un rallentamento delle vendite e delle importazioni, penalizzate da una preannunciata svalutazione del rublo nei confronti dell’euro e del dollaro a cui si sono aggiunte le tensioni politiche e gli enormi investimenti sostenuti dal Governo per le Olimpiadi a Sochi”.

Sebbene all'inizio l'azienda abbia incontrato alcuni problemi come le difficoltà linguistiche e burocratiche, nonché di accesso al credito, ora può contare sulla elevata professionalità dei suoi collaboratori. Che consigli darebbe la Sover-M a un imprenditore che punta alla conquista di questo mercato?

“Innanzitutto bisogna fare un'analisi del mercato a Mosca e/o a San Pietroburgo per sottoporre i propri prodotti e capire che interesse possono avere per i potenziali clienti, spiega l'imprenditore -. In secondo luogo, se possibile, bisogna dare prova di flessibilità e poter modificare le proprie proposte che, se accettate, possono poi  trovare sbocchi anche in altri mercati dell'Est Europa”.

Visitare regolarmente il mercato partecipando alle fiere di settore, nonché dialogare in russo restano le armi fondamentali per gli imprenditori che debuttano nel nuovo mercato. “Noi abbiamo avuto anche delle esperienze positive con le iniziative dell'ICE e dell'ANFAO, l'Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici, aggiunge Paolo Cannicci -, nonché con gli eventi organizzati dall'Ambasciata di Mosca per presentazioni con sfilate e buffet di prodotti italiani”.

L'articolo “Gli occhiali italiani che piacciono alla Russia”, pubblicato nella rubrica Imprese e Mercati il 18 agosto 2014, contiene un'imprecisione. Le notizie riportate nel testo riguardano esclusivamente l'attività di distribuzione e commercializzazione di occhiali di marchi Made in Italy da parte della Sover-M, joint venture paritaria creata nel 1996 tra la società Sover, con sede in provincia di Belluno, e il suo partner russo. La casa madre Sover è stata posta in liquidazione nel 2012 a causa della crisi economica e ha quindi cessato la sua attività di produzione di occhiali. La redazione si scusa con i propri lettori per l'imprecisione.

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