Ceramiche senza rivali

La società Altaeco commercializza nella Federazione da oltre 10 anni. Fiducia e professionalità firmano la solida presenza di questo marchio italiano nel mercato russo
 
Michela Gioco, area manager Russia
(Foto: archivio personale) 

Con il 40% del totale del fatturato export proveniente dalla Federazione, la società di ceramiche Altaeco ha puntato al segmento di lusso. Da più di 10 anni, l'azienda esporta con successo le collezioni dei quattro marchi del gruppo: Ceramica Bardelli, Appiani, Ceramica Vogue e Gabbianelli, ognuno con una specificità. “Abbiamo iniziato nel 2001 - racconta Michela Gioco, area manager e responsabile commerciale area Russia per tutti i marchi del gruppo -, e lavoriamo con 5 importatori e distributori principali che hanno a magazzino tutte le nostre collezioni”. La società produce ceramiche di pregio in formati che vanno dal mosaico alle grandi lastre, sia per pavimentazione che per rivestimenti. I quattro brand del gruppo uniscono la tradizione del Made in Italy con la creatività di diversi designers internazionali. La collezione Vogue, ultima arrivata in casa Altaeco, unisce colore e geometrie per creare nuove superfici ceramiche, mentre il marchio storico Appiani continua a fondere la tradizione artistica con le nuove funzioni di impiego.

 “Tutte le nostre collezioni – precisa la responsabile area Russia – sono commercializzate sia attraverso gli show room dei nostri distributori locali, sia attraverso dei dealer capillarmente distribuiti su tutto il grande territorio russo”. Che strategia ha adottato l'azienda per imporsi sul mercato della Federazione? Intraprendenza e personale locale sono stati i due cardini dello sviluppo dell'export in Russia, come sottolinea Michela Gioco. “Ci siamo mossi personalmente sul territorio in prima persona - afferma la manager -. Per i primi tempi siamo stati affiancati da un agente. Una volta strutturata la base dei clienti abbiamo continuato con nostro personale residente”. Attualmente il gruppo di ceramiche ha un suo ufficio a Mosca. “Oggi Altaeco è strutturata in modo stabile sul territorio con il proprio ufficio di promozione con personale proprio in loco – precisa Michela Gioco -. L'obiettivo è quello di promuovere e creare la domanda presso gli architetti e gli interior designers russi. Essendo un prodotto di alta gamma, di nicchia, il principale nostro interlocutore è appunto il professionista che si occupa del progetto. In più, il personale residente garantisce il controllo sul territorio ma soprattutto lo sviluppo della rete di distributori”.

 
Le aziende italiane in Russia
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Il territorio russo, per estensione e differenziazione geografica, pone non pochi problemi alle aziende che approcciano questo mercato. Primo tra tutti la lingua, come conferma l'esperienza di Altaeco. “La lingua è un ostacolo di non poca importanza – spiega l'area manager -, noi lo abbiamo risolto con personale bilingue di alta professionalità e con lo studio del russo. Molto importante è stringere rapporti solidi con le persone che decidono all'interno delle aziende, improntati sulla massima correttezza, fiducia e fedeltà, in piena partnership del business che si sta costruendo e portando avanti. Solo così si riesce a costruire un mercato stabile nel tempo”. Fiducia e professionalità, ma anche rispetto delle regole che spesso differiscono rispetto ai mercati europei. “La Russia è un mercato che ha delle regole che differiscono dalle nostre usuali – precisa Michela Gioco -. La difficoltà maggiore è stata appunto quella di comprendere e assecondare queste regole sia a livello legislativo che fiscale”.

Per continuare il suo sviluppo in questo mercato promettente, Altaeco punta sulle proprie specificità di prodotto e rivendica la sua appartenenza ad un segmento di lusso. “Una forte identità caratterizza i nostri prodotti - afferma la manager - ed è su questa specificità che l'azienda intende continuare il suo sviluppo nel mercato della Federazione. È molto importante mantenere il brand riconosciuto come brand di nicchia e del lusso: questo è il percorso che faremo nei prossimi anni”.

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