È Torino il motore dell'export piemontese verso la Russia

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Con una crescita di quasi il 18%, il capoluogo argina la contrazione delle esportazioni regionali verso la Federazione. Bene soprattutto i macchinari e l’agroalimentare. In flessione, invece, la categoria dei mezzi di trasporto

Con una quota del 40,3%, Torino traina le esportazioni regionali verso la Russia. Nel primo semestre di quest’anno, infatti, l’export del capoluogo piemontese registra una crescita di quasi il 18% per un valore prossimo ai 119 milioni di euro. Una performance in controtendenza rispetto al dato regionale e che argina la perdita complessiva registrata dal Piemonte: -4,8%, per un totale esportato di quasi 295 milioni di euro sullo stesso periodo di riferimento.

È l’istantanea in chiaro scuro emersa oggi in apertura del VI seminario italo russo di Torino, organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress, Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, Camera di Commercio e Città di Torino in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e lo studio legale Gianni – Origoni – Grippo – Cappelli & Partners. 

Secondo i dati Istat elaborati da Conoscere Eurasia per il VI seminario italo russo, sono i settori dei macchinari (che comprendono anche la meccanica di precisione) e dell’agroalimentare (prodotti e bevande) ad assorbire quasi il 55% delle vendite torinesi verso Mosca. In flessione del 17%, invece, la categoria dei mezzi di trasporto che si fermano a 23,3 milioni di euro nei primi sei mesi.

“Nonostante la contrazione del dato regionale, il Piemonte è la quarta regione italiana per export verso la Russia, con una quota superiore all’8% sul totale italiano - ha commentato Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia -. In questo momento di stallo anche dell’economia nazionale è fondamentale che la Russia ritorni tra le destinazioni prioritarie per le imprese italiane. Il piano di investimenti varato dal governo russo in diversi settori, che vanno dalle infrastrutture alla digitalizzazione, - ha concluso il presidente – evidenzia una domanda di prodotti innovativi, tecnologie e know how che il nostro Paese e il Piemonte possono soddisfare in una visione di complementarietà dei mercati e del business”. 

Sul fronte regionale, è di quasi 330 milioni di euro l’interscambio Piemonte-Russia (-1%) realizzato da gennaio a giugno, con una bilancia in attivo nonostante la contrazione delle esportazioni dovuta al calo, anche in doppia cifra, registrato da 5 province: in particolare Cuneo che perde il 12,8% dell’export, seguita da Alessandria (-7,4%) e Novara (-28,5%). Oltre a Torino, in terreno positivo risultano Vercelli (+5,8%, quasi 22 milioni di euro) e Biella (+2,1%, 7,3 milioni di euro) che esprimono, però, valori e quote ancora troppo modesti sulla piazza strategica russa. In aumento del 48,6% le importazioni a quota 35,2 milioni di euro.

Dal punto di vista nazionale, nello stesso periodo gli scambi Italia-Russia hanno raggiunto quasi 11 miliardi di euro. In aumento le importazioni (+5,5%), stabili invece le esportazioni del made in Italy (3,6 miliardi di euro, -0,4%).

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