Embargo, il Parmigiano potrà tornare in Russia grazie all’e-commerce?

ZUMAPRESS.com/Global Look Press
Continua la battaglia per riportare i prodotti italiani sanzionati sul mercato della Federazione. Ora l’Ice vuole approfondire l’idea del commercio elettronico. Il direttore Celeste: “Al momento si tratta solo di un’ipotesi ma insieme alle controparti russe vogliamo studiare ogni alternativa possibile”

Il ritorno del Parmigiano in Russia potrebbe passare per l’e-commerce. Sarà proprio il mercato elettronico infatti una delle strade che verranno prese in considerazione per aggirare l’embargo russo imposto su alcuni prodotti italiani. Ad avanzare questa ipotesi - ancora in fase embrionale - è l’Ice, che insieme alle controparti russe sta esplorando nuove alternative per riportare i “grandi assenti” del Made in Italy nella Federazione. Fra queste, c’è anche l’e-commerce.

A spiegare i dettagli dell’idea è il direttore dell’Ice in Russia, Pier Paolo Celeste, che ha visitato ieri il padiglione italiano della fiera Prodexpo di Mosca. “Per il momento si tratta solo di una primissima ipotesi – precisa -, desideriamo approfondire questa intuizione insieme alle controparti russe”.

Questa idea parte dal presupposto che è possibile ordinare tramite e-commerce e fino a un massimo di 31 kg dei prodotti che giungono dall’Italia. Prodotti che non vengono fermati alla dogana e sui quali non è necessario pagare costi di sdoganamento né di importazione. “Ovviamente se questa operazione venisse fatta tutte le settimane, le autorità non lo consentirebbero. Ma quella dell’e-commerce è una strada che l’Ice vuole approfondire - ha precisato Celeste -. Non sostituirà mai i 55 milioni di euro che si registravano come importazioni di formaggi dall’Italia, oggi ridotti a 0 o poco più, ma in questo modo il Parmigiano potrebbe arrivare nuovamente ai consumatori che lo desiderano”.

“L’Ice – ha concluso Celeste -, non vuole abbassare la guardia e siamo intenzionati a studiare insieme ai russi ogni possibile alternativa. Ricordiamoci infatti che a fronte di un’azienda italiana che esporta c’è un’azienda russa che importa. Questo, quindi, è un problema di tutti”.  

 

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