Sanzioni e crisi? È un gran momento per investire in Russia

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È nei momenti di difficoltà che spesso si nascondono le opportunità migliori per lo sviluppo del business. Ecco i settori dell’economia russa da tenere d’occhio

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Ormai da tempo è risaputo che l’economia di un Paese non può più vivere autonomamente: le partnership economiche e gli investimenti legano e i Paesi e i continenti e costituiscono la base per le alleanze commerciali internazionali.

Con la guerra delle sanzioni e la crisi economica, gli investitori sono diventati però cauti nel pompare denaro in Russia. Ma dove c’è una crisi, ci sono sempre  grandi opportunità. Rbth ha deciso di esaminare alcuni dei potenziali vantaggi commerciali che gli stranieri potrebbero sfruttare in questo momento.

Quali sono i settori da tenere d’occhio

Secondo Anastasia Nevskaja, ricercatrice presso l’Istituto di Economia Mondiale e Relazioni Internazionali dell’Accademia Russa delle Scienze, esistono due settori principali che l’imprenditore straniero dovrebbe attualmente tenere d’occhio.

Fonte: Aleksei Druzhinin/RIA NovostiFonte: Aleksei Druzhinin/RIA Novosti

Il primo è l’agricoltura (qui i consigli per chi vuole lanciarsi nell’agroalimentare in Russia). Il settore sta vivendo un boom a causa delle controsanzioni, attive ormai da tre anni (ecco un bilancio di vincitori e vinti dell’embargo alimentare) e degli sforzi di sostituzione dell’importazione.

La produzione interna, il commercio di attrezzature e le relative imprese sono in crescita, e gli imprenditori esteri hanno oggi la possibilità di partecipare al gioco, investendo nella produzione russa.

Il secondo settore è l’information technology. Le competenze russe nel campo matematico e della programmazione informatica sono altamente apprezzate a livello mondiale e con l’intelligenza artificiale che sta diventando un vantaggio competitivo per la aziende orientate all’internazionalizzazione, la cooperazione con gli specialisti russi promette potenziali vantaggi.

Tre o cinque volte meno costosi di quelli americani, i professionisti russi non sono meno competenti e possono avviare progetti avanzati, siano essi specifici compiti o processi completi di sturt-up tecnologiche.

Anche la convergenza dei due settori (agricoltura e information technology) potrebbe ben promettere sul lungo periodo. Dal momento che sempre più Paesi ripensano il loro approccio alla produzione alimentare e all’agricoltura, utilizzare le tecnologie all’avanguardia per allontanarsi da un modello di produzione non più sostenibile, è una via razionale, afferma Kendrick White, fondatore e direttore generale della Marchmont Capital Partners, una società di consulenza per investitori orientata sulla Russia.

Fattori positivi in campo

Entrare nel mercato russo è difficile, e se il vostro business o investimento avrà successo dipende da molti fattori: il luogo scelto, l’investimento iniziale, l’area di interesse. “Ma ci sono un sacco di nicchie libere sul mercato, dall’alta tecnologia allo street food o alla vendita al dettaglio”, spiega Artem Deev, analista capo della società di consulenza finanziaria AMarkets di Mosca. Trovare queste nicchie è fondamentale.

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Ad esempio, le esportazioni dell’e-commerce russo stanno vivendo una crescita impressionante. Secondo la piattaforma di spedizioni online Shiptor.com, i prodotti russi stanno diventando sempre più popolari tra i consumatori occidentali. Si stima che il valore dei prodotti esportati dalla Russia tramite piattaforme e mercati online aumenterà dai 2 miliardi di dollari nel 2016 a 4 miliardi di dollari entro il 2020.

Abbigliamento, calzature, artigianato, accessori per auto e elettronica provenienti dalle piccole e medie imprese russe sono sorti dal nulla e senza investimenti stranieri, ma rapidamente hanno catturato l’attenzione dei consumatori stranieri a causa del prezzo contenuto e dell’alta qualità. Sostenere tali imprese può essere redditizio per gli investitori, pensa Andrei Ljamin, direttore dell’area sviluppo di Shiptor.com.

“Francamente, vista la bassa probabilità che le sanzioni siano presto eliminate, le opportunità rimarranno in quelle aree che hanno potenziale di sostituzione delle importazioni”, dice Dimitri Elkin, partner di Twelve Seas Capital, un fondo di private equity incentrato sulle transazioni transfrontaliere nell’area ex sovietica. Automotive, ingegneria aeronautica civile, legname, costruzione di macchinari per l’agricoltura, ingegneria stradale, ecc., tutte queste aree vedono sempre più crescere il numero di produttori nazionali. Entro il 2020 si prevede che la quota di importazioni russe in questi settori sarà diminuita notevolmente, come stimato dalla società di investimenti pubblici russi Sistema Finance.

“La diminuzione del costo del lavoro in Russia ha reso più redditizio l’impegno in aziende che richiedono un sacco di addetti”, aggiunge Deev. A questo riguardo, la produzione di tessuti, i business tecnologici o anche un’impresa agricola, potrebbero essere una buona opzione.

Usare le reti globali

Visto che il mondo si muove verso la cosiddetta “gig-economy” (dove non esiste più il posto fisso, ma si lavora on demand, cioè solo quando c’è richiesta) si dovrebbe anche considerare la necessità di creare legami con i professionisti esteri che vanno nella stessa direzione, quindi anche con quelli russi.

Dato che la creazione di contatti e la ricerca di potenziali partner non hanno grossi costi iniziali, questo è un ottimo modo per far crescere il proprio business, utilizzando tecnologie all’avanguardia russe o qualsiasi altra expertise che potrebbe contribuire alla riuscita del proprio progetto.

“Dimenticate la politica, è uno spreco di tempo. Cercate connessioni peer-to-peer”, raccomanda White, che ha più di 20 anni di esperienza nel business in Russia.

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