Microcrediti a rischio nelle regioni russe

Promozione del microcredito a San Pietroburgo.

Promozione del microcredito a San Pietroburgo.

: Kommersant
I microprestiti in Russia vengono concessi a tassi annui pari al 600%. Una situazione che negli ultimi cinque anni ha fatto quadruplicare il mercato del microfinanziamento. Ma le regioni hanno lanciato l’allarme e il governo intende ridurre i tassi

I microcrediti in Russia sono entrati nel mirino delle autorità federali e locali. Alcune regioni russe pensano di vietare sul loro territorio la concessione di questo tipo di prestiti alle persone fisiche e il governo intende ridurre il tasso annuo massimo che ora arriva al 600%.

Come funzionano i microcreditiI microcrediti in Russia sono prestiti che possono raggiungere un ammontare massimo di 30mila rubli (meno di 500 euro) e che gli istituti finanziari concedono con un tasso giornaliero di circa l’1% con una scadenza di non più di 30 giorni. Tuttavia, dal momento che tali prestiti vengono chiesti dalle fasce più indigenti della popolazione, accade sempre più spesso che il cliente si trovi costretto a richiedere un nuovo prestito per poter estinguere il vecchio. In tal modo le percentuali dei tassi annui possono variare dal 300% al 600%.

Chi è a favore e chi è contro

Ma la presidente della Banca Centrale Elvira Nabiullina ritiene al contempo che non si possa uccidere il mercato del microcredito. È quanto ha dichiarato nel suo intervento del 5 giugno alla Duma di Stato. La responsabile del regolatore ha definito il microfinanziamento “un segmento socialmente rilevante del mercato finanziario”. “L’esigenza di richiedere prestiti prima degli stipendi non sparirà e la gente diventerà vittima di creditori illegali la cui attività non è regolata dalla Banca Centrale”, ha spiegato la Nabiullina.

In precedenza era stata diffusa la notizia che il governo russo stava mettendo a punto degli emendamenti per limitare il tasso massimo sui microprestiti, riducendolo di quattro volte, dal 600% annuo al 150%. I rappresentanti degli istituti di credito avevano reagito affermando che tali misure “avrebbero ucciso il mercato”.

A loro volta le autorità di alcune regioni sembrano pronte a intervenire in modo ancora più radicale: nelle regioni di Chelyabinsk e Arkhangelsk, per esempio, intendono bandire i microprestiti.

“Nelle regioni sono stati individuati i rischi rappresentati dai microprestiti ancor prima che nei centri federali di Mosca e San Pietroburgo. Ciò dipende dal fatto che i funzionari locali sono più vicini alla popolazione”, spiega Dmitrij Janin, presidente della “Confederazione internazionale delle associazioni di consumatori”.

Il problema principale dei microprestiti è che sono estremamente accessibili e per tale motivo la gran parte dei mutuatari non rispetta le scadenze di restituzione pattuite.  “Gli istituti di credito si rendono conto che nella maggior parte dei casi è più facile riscuotere attraverso l’intervento di esattori e ufficiali giudiziari, ed esercitando una pressione sui congiunti del mutuatario, mentre il rapporto con il mutuatario stesso risulta meno interessante per i creditori”, spiega l’esperto.

Piccole somme di denaro e grossi debiti

Più aumenta la popolazione che ha bisogno di prestiti più si diffonde il microcredito. A detta di Oleg Lagutkin, amministratore delegato di Equifax Russia, il mercato del microcredito in Russia si sta sviluppando intensamente: questo segmento sarebbe cresciuto di quasi cinque volte rispetto al 2013.

Janin ricorda che attualmente esistono in Russia oltre 2.400 istituti di microcredito. A suo avviso, “ogni ente può avere centinaia di filiali. Il risultato è la presenza di una rete impressionante diffusa in tutto il Paese che conta tra i suoi clienti almeno 10 milioni di russi”.

In base alla legge, dal gennaio 2017 in Russia le percentuali dei microprestiti non possono superare l’ammontare del debito di più del 200%. Tanto per fare un confronto, in Gran Bretagna l’importo complessivo delle percentuali e delle sanzioni non può essere superiore al 100% della somma prestata.

Alcuni russi chiedono dei microprestiti per pagare i debiti e alla fine non sono in grado di estinguere entrambi i prestiti. Al Ministero per lo Sviluppo economico hanno reso noto che nelle regioni dove si registrano più fallimenti pro capite risulta più intensa l’attività degli uffici di microcredito. “In tali regioni viene a formarsi un circolo vizioso e la situazione non può che peggiorare”, sostiene Jashin.

Le opinioni degli esperti riguardo alla prospettiva di una riduzione del tasso anno al 150% sono discordanti. Lagutkin ritiene che tale decisione “non ucciderà il mercato del microcredito, ma che lo costringerà a trasformarsi per adattarsi alla nuova realtà”. Secondo Janin, invece, il tasso del 150% provocherà l’uscita dal mercato di oltre l’80% degli operatori e per questo l’Mfi si batterà con tutte le sue forze per impedire che ciò accada.

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