In Russia sovvenzioni statali per le piccole imprese straniere

Il provvedimento servirebbe ad attirare nuovi investimenti.

Il provvedimento servirebbe ad attirare nuovi investimenti.

: Denis Abramov/TASS
Quasi 90mila aziende provenienti dall’estero potranno usufruire degli aiuti offerti dallo Stato

Aziende piccole e medie, con oltre il 49% di capitale straniero, potranno richiedere a breve delle sovvenzioni allo Stato russo. Si tratta di un nuovo provvedimento contenuto in un progetto di legge messo a punto dal Ministero per lo Sviluppo economico, secondo quanto riferisce il giornale economico Kommersant

A detta degli autori del testo, tale misura dovrebbe attirare investimenti aggiuntivi volti a “creare nuovi network tecnologici” nel Paese. In particolare, i benefici riguarderebbero rimborsi per immobili, preferenze fiscali, prestiti agevolati ed esenzioni da ispezioni programmate.

Come spiegano al Ministero, per un’impresa media s’intende un’azienda che conta da 101 a 200 dipendenti, e per una piccola un’azienda in cui lavorano 100 dipendenti. Il valore massimo del fatturato annuale per le aziende medie si aggira sui 2 bilioni di rubli (31,4 milioni di dollari), mentre per le piccole imprese è pari a 800 milioni di rubli (12,5 milioni di dollari). “Si tratta di un grande passo per promuovere la piccola e media impresa. Sono convinto che il provvedimento darà impulso all’attività imprenditoriale e incrementerà le registrazioni di nuove imprese”, sostiene Emil Martirosyan, docente dell’Accademia russa di Economia aziendale presso l’Accademia presidenziale russa per l’Economia nazionale e la Pubblica amministrazione.

Come funziona

“Per noi il problema non è quello della proprietà straniera delle imprese, ma quello di distinguere le cosiddette “figlie di Gazprom” (le aziende affiliate alle grandi imprese, ndr) dalle aziende che sono davvero piccole e medie”, dichiara Oleg Fomichev, vice ministro dello Sviluppo economico in un’intervista concessa a Rbth a margine del Forum dei Brics e della Sco (Organizzazione per la Cooperazione di Shangai), che si è tenuto a Ufa dall’1 al 2 dicembre.

Il Ministero per lo Sviluppo economico ha proposto alla Camera del Commercio e dell’Industria della Federazione Russa (Tpp) di farsi carico del problema in quanto la Tpp è l’ente che collabora più attivamente con partner stranieri.

Alla Tpp hanno accolto la richiesta, anche se con una certa riluttanza, “poiché la mole di lavoro prevista è molto ingente” ha spiegato a Rbth la sua vice presidente Elena Dybova.

Le aziende in cui si prevede di investire

Secondo i dati in possesso dal Ministero per lo Sviluppo economico, in Russia sarebbero presenti 130mila piccole imprese a partecipazione straniera: in 13.800 di esse la quota di capitale straniero è pari al  49%; in 15.500 va dal 49% al 75%; e in 73.900 supera il 75%.

In tal modo il nuovo progetto di legge riguarderebbe circa 90mila imprese appartenenti alle due ultime categorie.

Secondo Timur Nigmatullin, analista di “Finam”, la proposta del Ministero per lo Sviluppo economico sarà senz’altro determinante sul piano macroeconomico per stimolare gli investimenti. “Se si osservano gli indicatori degli investimenti in capitale fisso, negli ultimi due anni consecutivi si assiste a un calo. Nel 2015 nei prezzi correlati in rubli sono diminuiti dell’8,4%, e nei primi 9 mesi del 2016 si sono ulteriormente ridotti del 4,3%”, afferma Nigmatullin.

Secondo l’analista, a beneficiare maggiormente del piano di aiuti sarebbero le imprese del settore agricolo. Nel primo semestre del 2016 la crescita annuale del Pil del settore è stata dell’1,5% in presenza di una caduta del Pil reale del Paese complessivamente pari allo 0,9%.

Secondo Georgij Vashchenko, direttore della sezione operazioni sul mercato azionario russo di “Freedom Finance”, le grandi imprese straniere, come la Nestlé o i magazzini Metro, sono in contatto con lo Stato russo, ma le loro richieste hanno un carattere più globale. Tali imprese cercheranno principalmente di imporre l’adozione di cambiamenti nei sistemi dell’amministrazione doganale e fiscale. Tuttavia, sostiene l’esperto, le piccole imprese a capitale straniero dell’Estremo Oriente russo potrebbero accedere alle sovvenzioni statali.

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