Siria: l'Italia contro le sanzioni antirusse

Dal documento finale Ue, spariscono i provvedimenti contro Mosca auspicati da Parigi e Berlino

Il premier italiano Matteo Renzi ha bloccato l’estensione delle sanzioni contro la Russia durante il summit UE che si è tenuto a Bruxelles il 20 e 21 ottobre. La cancelliera tedesca Angela Merkel e il Presidente francese Francois Hollande, così come i leader inglesi, avevano utilizzato un linguaggio forte nella stesura del documento finale. Secondo indiscrezioni della stampa, contro l’iniziativa di Parigi e Berlino si sono espressi diversi Paesi, tra cui Spagna, Austria, Grecia, Cipro e Ungheria. 

I leader dei Paesi UE hanno condannato “i raid perpetrati dai siriani e dai loro alleati, in particolare dalla Russia”, su Aleppo. 

Il “niet” dell’Italia

La decisione di Matteo Renzi è stata fra i temi affrontati a margine del V forum Eurasiatico che si è tenuto a Verona. Il sindaco della città veneta Flavio Tosi ha affermato che le nuove sanzioni europee per la Siria avrebbero avuto gravi ripercussioni per il business italiano, così come già avvenuto con i provvedimenti adottati per la questione ucraina.

A causa delle sanzioni nei confronti della Russia ci sono 32 miliardi di euro di commesse italiane in stand by, ha fatto notare il presidente dell’associazione Conoscere Eurasia Antonio Fallico.

In precedenza i politici locali di Veneto, Liguria e Lombardia avevano chiesto alle autorità di revocare le sanzioni e di rivedere i rapporti UE-Russia.

Così come riporta Rossiyskaya Gazeta, sono circa 500 le aziende italiane in Russia, 70 delle quali vantano una produzione propria.

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