Verona, crocevia tra Europa ed Eurasia

Uno scorcio di Verona che ha ospitato il Forum.

Uno scorcio di Verona che ha ospitato il Forum.

: Pedro/Flickr.com
Durante il Forum Eurasiatico, ai dibattiti su geopolitica, modelli economici e cooperazione si è aggiunta la proposta di trasformare, nel 2017, questa piattaforma in un luogo di incontro tra funzionari e rappresentanti di Unione Europea ed Unione Economica Eurasiatica. La sintesi dell’evento

Il Forum di Verona si è concluso senza la firma e la sigla di nessun documento ufficiale, ma con l’innegabile ammissione che, in assenza di una simile piattaforma di scambio libero, completo e imparziale, lo stato attuale delle relazioni tra Unione Europea e Russia sarebbe molto peggiore.

Nessuna alternativa al mercato russo

Praticamente tutte le sette sessioni plenarie della conferenza di due giorni a Verona hanno affrontato l’infelice stato delle relazioni tra i due lati dell'Europa.

Il fatturato commerciale è crollato al livello del 2006, con una contrazione di 200 miliardi di dollari. La cosa più preoccupante, sottolinea il vice ministro degli esteri russo Aleksej Meshkov, è che dieci anni fa "abbiamo affrontato panorami di crescita graduale, mentre oggi continuiamo a scivolare verso il basso".

Tuttavia, un certo numero di relatori e partecipanti, nei loro interventi, hanno sollevato la questione delle sanzioni anti-russe che colpiscono le esportazioni italiane, in particolare nel settore agricolo. Un signore dalla provincia del Veneto è stato il più eloquente a questo proposito, sollevando il tema del Trattato transatlantico come minaccia per i prodotti biologici non-OGM italiani che “sembrano piacere così tanto ai russi”.

Marco Alvera della Snam, una società con ampia esperienza nella costruzione di infrastrutture per il gas naturale, ha colpito al bersaglio enumerando tutte le incertezze riguardo alla sicurezza energetica dell'Italia e dell'Europa senza il "combustibile blu" russo. Il “boom” dello shale gas non ha replicato in Europa il successo raggiunto negli Stati Uniti; le forniture di gas naturale liquefatto (GNL) dal Nord Africa non sono garantite; le fonti rinnovabili non sono ancora abbastanza sviluppate da essere economicamente preferibili; la domanda cinese di gas rimane incalcolabile e considera le forniture di gas russo una scelta che dà senso ai suoi affari.

Mauro Moretti, amministratore delegato di Finmeccanica, ha chiesto "partenariati trasparenti a lungo termine" con la Russia e ha sottolineato la positiva esperienza della sua azienda, che continua una cooperazione fruttuosa con i suoi omologhi russi in diversi settori di nicchia come l'aeronautica, il cyberspazio, gli elicotteri e così via.

"L'Unione Europea, che non mostra impressionanti statistiche di crescita, non dovrebbe fungere da camicia di forza in questo senso", ha detto Moretti.

È piuttosto rilevante che la questione del sistema bancario e finanziario sia stata affrontata dal punto di vista della "dignità umana" e morale da Padre Luciano Larivera, rinomato economista e scrittore esperto per "La Civiltà Cattolica" e sacerdote a Trieste dal 2015 come membro dell'Ordine dei Gesuiti. Parlando con Rbth Padre Larivera ha sostenuto chiaramente l’introduzione di concetti come fiducia e decenza nei rapporti commerciali e nelle attività economiche.

"Se distruggi la morale e le relazioni umane, distruggi qualcosa che non si può inserire sui bilanci", sollecita Padre Larivera.

"Eurasia": una parola nota

L'effetto sinergico di fare business all'interno del vasto mercato eurasiatico è stato evidenziato per Rbth da Sergej Roumas, ex vice primo ministro della Bielorussia, ora Presidente del Consiglio della Banca di Sviluppo, responsabile per il sostegno finanziario agli investitori stranieri e per l’assistenza ai settori orientati all'esportazione. La fabbrica di automobili di Minsk, nota con il brand MAZ, ad esempio, produce macchinari pesanti per le vendite ed è in contatto con molte destinazioni "d'oltremare". Dal momento che il 50% degli elementi MAZ per l'assemblaggio dei prodotti finali sono realizzati in Russia, i contratti di esportazione portano beneficio a tutte e tre le parti per l'acquisto e gli accordi di vendita.

La dettagliata relazione presentata al forum di Verona da Song Hongbing, Presidente del Global Business & Finance Institute, scrittore e presentatore, ha esposto ai Paesi che costituiscono la parte ricevente della Via della Seta una panoramica del pensiero strategico di Pechino sul futuro ordine delle cose. Come esperto del progetto della Via della Seta, Song Hongbing ha posto l'accento sull’interesse della Cina per sistemi di fornitura veloce nominando, in particolare, le ferrovie ad alta velocità.

Negli ultimi dieci anni circa, in Cina sono stati costruiti 20mila km della versione cinese dei TGV francesi, che viaggiano ad una velocità di 300-350 km all'ora. Sono stati selezionati quattro itinerari principali per agevolare lo scambio dei beni di consumo Made in China, da spedire non più via nave, ma via treno. Song Hongbing, autore di un best-seller intitolato “La guerra delle valute”, ha rivelato a Rbth che insieme alle ragioni commerciali, sussistono anche considerazioni di tipo geopolitico: “Le ferrovie interne sono più sicure, perché più lontane dalla marina statunitense”.

Inoltre, la filosofia che sta alla base del concetto della Via della Seta affonda nella storia del commercio. Song Hongbing ha sottolineato che un tempo le nazioni dominavano le onde del mare, investivano nei porti marittimi e nelle navi commerciali e così stabilivano la propria presenza sui mercati esteri, facendo incrementare la loro ricchezza e influenza. Oggi che le “rotte commerciali sono passate dai mari alla terra”, avrà luogo un riequilibrio simile, il commercio e l’economia mondiale cambieranno di conseguenza.

Riprendendo il tema, il membro del Consiglio della Commissione economica eurasiatica con status di ministro Tatyana Valovaya ha ricordato che nel periodo successivo alla scoperta della Cina da parte di Marco Polo, per gli europei il 100% del commercio avveniva attraverso vie di terra. Oggi, il 90% delle merci vengono trasportate su quelle che vengono solitamente definite “vie di mare”, soggette a quelli che Pechino chiama rischi di intercettazione.

La voce della società civile

Impossibile stabilire quanto il contatto del pubblico italiano allo scambio informale di opinioni, come quello che avviene durante il Forum di Verona, potrebbe aver contribuito alla decisione del primo ministro Matteo Renzi di porre il veto all'introduzione di nuove sanzioni contro la Russia il 20 ottobre al vertice UE.

Tuttavia, la folta presenza al Forum di leader politici, imprese e comunità di esperti italiani mostra un animo “dissidente” in merito alla volontà di “colpire” la Russia, uno stato d'animo condiviso all'interno dell'UE da Spagna, Austria, Cipro e Grecia.

“Quando diventa difficile trovare un terreno comune a livello politico, sono gli istituti della società civile, come imprese e ONG, che dovrebbero intervenire. Il forum di Verona e piattaforme simili dovrebbero servire allo scopo di attivare il dialogo”, ha sottolineato Vittorio Torrembini, vicepresidente GIM‐Unimpresa in Russia.

“L'Italia, seppure non rientri nella premier league, ha sempre avuto un ruolo cruciale nello stabilire e mantenere le relazioni. Per l'Italia, il dialogo è il ‘sale della vita’”, ha dichiarato Torrembini.

Egli fa eco alle parole di Antonio Fallico, presidente dell’associazione Conoscere Eurasia, che vede il Forum di Verona come “elemento di dialogo” che contribuisce al tanto auspicato e concreto “reset” nelle relazioni con la Russia. “Ci stiamo muovendo verso un mondo multipolare”, ha concluso Fallico, supportando l’appello dell'ex primo ministro italiano ed ex-presidente della Commissione europea Romano Prodi sulla necessità di “trovare compromessi”.

Il Forum di Verona potrebbe “salire di livello” il prossimo anno se l’audace suggerimento di Romano Prodi di trasformarlo nel terreno neutrale per un incontro tra UE ed EEU si concretizzerà. Seguendo la logica invitante di Torrembini, sarebbe un trionfo per la società civile e la diplomazia popolare.

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