Agroalimentare, la World Food di Mosca inaugura un'inversione di tendenza

Gli stand italiani alla fiera World Food di Mosca.

Gli stand italiani alla fiera World Food di Mosca.

: Roman Kiselev
Secondo il direttore dell'Ice, nel 2016 si sono registrati "segnali incoraggianti" per il Made in Italy in Russia. Quaranta le imprese italiane che hanno aderito alla fiera

Il 2016 potrebbe essere l’anno della “tanto attesa inversione di tendenza”. Parola di Pier Paolo Celeste, direttore dell’agenzia Ice di Mosca, sicuro che, dopo la complessa fase dell’anno scorso, sul mercato russo si stiano finalmente registrando “segnali incoraggianti”. Gli investimenti in questo Paese, quindi, saranno nel medio termine “la strategia premiante per le aziende del settore”. Ed è proprio su questo clima di fiducia che si è aperta la 25esima edizione della World Food di Mosca, la fiera che dal 12 al 15 settembre riunisce nel complesso espositivo Expocentre della capitale oltre 1.500 aziende provenienti da 62 Paesi, accogliendo oltre 30mila visitatori. A rappresentare l’Italia, su una superficie 520 metri quadri, quaranta imprese, di cui oltre la metà provenienti da Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, arrivate a Mosca grazie al programma Piano Export Sud a sostegno delle regioni meridionali.

Secondo un’analisi dell’Ice, l’Italia nei primi sei mesi del 2016 ha recuperato quattro posizioni rispetto allo stesso periodo del 2015, qualificandosi al settimo posto tra i Paesi fornitori della Federazione. Buone le performance per i vini (di cui l’Italia risulta il primo fornitore), l’olio e il caffè. A livello generale, il settore agroalimentare italiano nell’ultimo anno è cresciuto del 13%. Registrano il segno meno invece il comparto macchine (-22,5%), l’arredamento e l’edilizia (-21,6%). “Se è vero che l’interscambio tra i nostri due Paesi è in picchiata (a giugno 2016 si è registrato un -45,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ndr) – ha commentato Celeste -, la parte italiana si salva perché è scesa solamente del 6%. Continuiamo a essere al primo posto per quanto riguarda la pasta e il vino: una bottiglia su tre di vino tra quelle che entrano in Russia arriva dall’Italia, e la stessa cosa vale per la pasta; oltre il 50% dell’olio importato, poi, proviene dal Belpaese”.


Nel video, alcuni dei protagonisti della fiera World Food di Mosca presentano i propri prodotti: un nuovo formato di pasta pensato per i consumatori russi, e un preparato “liquido” del gelato, che consente di trasportare il prodotto su lunghe distanze a temperatura ambiente. Credit: Lyudmila Petukhova, Lucia Bellinello, Vitalij Mikhajlyuk

La quota italiana quindi non solo regge, ma si espande: “Volendo usare l'esempio della torta, se 16 mesi fa l’interscambio Italia-Russia era formato da una parte italiana e da quattro parti russe, oggi è composto al 40% dall’Italia e al 60% dalla Russia. Stiamo crescendo  – ha spiegato Celeste -. E come Ice stiamo lavorando per promuovere ulteriormente i prodotti Made in Italy e aiutare le imprese a muoversi in questo mercato”.

Inoltre nel futuro più immediato si cercherà di ritagliarsi uno spazio nel processo di import substitution già iniziato nella Federazione, dove le imprese dello Stivale possono offrire macchinari, tecnologia e know how Made in Italy.

Coraggio, dedizione e attenzione al consumatore: sono queste quindi le chiavi per entrare nel mercato russo. E alla World Food, uno degli appuntamenti di maggior richiamo per produttori e buyers del settore, le aziende stanno già bussando alla porta. 

A completare la fiera, un programma di degustazioni e cooking-show, per presentare al pubblico dell'est le eccellenze dei prodotti italiani.

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