Forum di San Pietroburgo, una finestra sul mondo

Il Forum, giunto alla ventesima edizione, ospiterà capi di Stato, primi ministri, esperti di economia e leader delle maggiori imprese russe e straniere.

Il Forum, giunto alla ventesima edizione, ospiterà capi di Stato, primi ministri, esperti di economia e leader delle maggiori imprese russe e straniere.

: Sharifulin Valerij/Tass
Dalle nuove sfide dell’economia globale al futuro dei mercati. Ecco di cosa si parlerà alla nuova e attesissima edizione della Davos russa, al via domani

Divenuto negli anni il principale evento politico ed economico del Paese, il Forum economico internazionale di San Pietroburgo è un evento focalizzato sulle principali sfide che si trova ad affrontare la Russia in un mondo globalizzato. L’agenda del forum, che dà ampio spazio ai Brics e all’Unione economica eurasiatica, è studiata dal Ministero dello Sviluppo Economico. In tre giorni di incontri (dal 16 al 18 giugno) si affronteranno questioni legate al settore energetico, alla finanza e alle nuove opportunità per attrarre investimenti nelle regioni russe. 

Con il raffreddamento delle relazioni con l’Occidente, lo Spief è diventato un luogo di incontro per politici e imprese straniere schiacciate dal peso delle sanzioni. La missione attuale del forum è quella di trasformare l’evento in una piattaforma per gli affari, attraverso la quale superare le barriere geografiche e di informazione che separano la Russia dal resto del mondo. 

Alle tre ultime edizioni del Forum hanno partecipato oltre cinquemila persone provenienti da 70 Paesi del mondo. Capi di governo, ministri, direttori di aziende e giornalisti sono ospiti abituali dell’evento. E l’edizione di quest’anno affronterà tre tematiche particolarmente importanti per la Russia: le sanzioni economiche, le tendenze economiche positive e lo status del Paese come potenza globale. 

Le sanzioni 

Al giorno d’oggi sono ben pochi gli esperti che approvano la posizione dell’Unione Europea, secondo la quale le sanzioni spingerebbero la Russia a “ritirarsi” dalla Crimea e a risolvere la crisi nel Donbass. 

In ogni caso le sanzioni, in vigore da due anni, risultano pericolose per la Russia a livello strategico: rallentano la modernizzazione dell’economia, riducono gli investimenti con un aumento dei rischi e fanno crescere il livello di povertà della popolazione. 

Ovviamente non tutti questi problemi derivano esclusivamente dalle sanzioni imposte dall’Occidente. Il basso prezzo degli idrocarburi e i tentennamenti nella realizzazione delle riforme economiche hanno il loro peso. 

Per combattere le sanzioni Mosca sta utilizzando strategie basate soprattutto sul potere della diplomazia. Sta inoltre adottando misure per l’import substitution e sta aprendo il mercato ad altri Paesi, con l’obiettivo di diversificare le fonti di investimenti e i beni di importazione. 

Il principale obiettivo dello Spief 2016 sarà quindi intensificare il dialogo con i leader dei Paesi più affini. Putin incontrerà poi molti imprenditori europei e americani, che stanno subendo gravi perdite a causa delle sanzioni. 

La visita più attesa sarà quella del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker: si tratta di un passo diplomatico non esente da rischi. Juncker ha infatti subito numerose pressioni per cancellare la trasferta a San Pietroburgo, ma, secondo lui, in una fase economica così delicata come quella attuale è importante ristabilire le relazioni con la Russia. 

La presenza del presidente della Commissione europea a San Pietroburgo è la dimostrazione che la tattica di Mosca per rompere questo blocco sta dando i suoi frutti. 

Ma quella di Juncker non è l’unica visita degna di nota: al Forum sono attesi anche il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e il primo ministro italiano Matteo Renzi, che in diverse occasioni si è pronunciato a favore dello stop alle sanzioni.

L’economia

Per molti anni gli esperti di tutto il mondo hanno nutrito dubbi in merito alla natura dell’economia russa e al suo adattamento alle regole dell’economia di mercato. Ma dalla nuova edizione dello Spief potrebbe emergere che l’economia della Federazione è concepita come “normale” e che si sta sviluppando secondo gli stessi principi di altri Paesi. 

Durante il Forum, al quale parteciperanno esperti di peso internazionale, si parlerà delle principali sfide che si ritrova ad affrontare l’economia della Federazione. Si discuterà delle strategie macroeconomiche a medio termine, della disuguaglianza sociale, del sostegno alle imprese, dello sviluppo dell’industria tecnologica e del futuro delle regioni. 

Una potenza globale in un mondo multipolare

L’obiettivo strategico della diplomazia russa è che venga riconosciuto il fatto che il Paese è uno dei poli principali dell’ordine multipolare internazionale, i cui interessi devono essere tenuti in considerazione nel momento in cui ci si ritrova ad affrontare questioni come la sicurezza e lo sviluppo internazionale. 

Lo Spief sarà sicuramente un momento importante per comprendere qual è la visione russa sulle principali questioni internazionali e le proposte per affrontarle. 

Mosca ha infatti tutto l’interesse a riportare le relazioni con l’Occidente ai livelli pre-crisi ucraina. Anche se il Cremlino ritiene che un simile risultato sarà molto difficile da ottenere, almeno nei prossimi anni. 

Qui la versione originale del testo.

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