Scarpe italiane con cittadinanza russa

La realizzazione del cluster è stata inserita nell’ambito di un progetto concordato tra il governo della regione di Novosibirsk e la Regione Lombardia per promuovere l’interscambio russo-italiano.

La realizzazione del cluster è stata inserita nell’ambito di un progetto concordato tra il governo della regione di Novosibirsk e la Regione Lombardia per promuovere l’interscambio russo-italiano.

: Robert Sheie/Flickr.com
La sostituzione delle importazioni è una soluzione alla quale stanno ricorrendo molte imprese per evitare di perdere quote di mercato in tempo di crisi. E il progetto del cluster calzaturiero italo-russo a Novosibirsk è un esempio concreto di questo nuovo modello di business

Negli ultimi anni il mercato dell’import delle calzature italiane in Russia si è quasi dimezzato. A causa dell’attuale corso del rublo le scarpe prodotte all’estero risultano troppo costose per i russi. E i produttori, a loro volta, a causa dell’assenza di domanda, stanno perdendo quote di mercato. In tale contesto il progetto del cluster calzaturiero, pensato nell’ambito di un progetto concordato tra il governo della regione di Novosibirsk e la Regione Lombardia, potrebbe fornire interessanti opportunità di sviluppo, garantendo al consumatore russo un prodotto di qualità conforme agli standard europei. Con prezzi più attrattivi. Da parte italiana promotrice del progetto è stata la società di engineering Macsenior, specializzata da oltre cinquant’anni in programmi per la creazione e la modernizzazione di aziende di calzature e pelletteria.

“L’Italia possiede le migliori competenze e la tecnologia più avanzata nel settore calzaturiero. Si tratta di trasferire questa tecnologia e questo know-how nella regione di Novosibirsk”

A detta di Irina Lanina, vice amministratore delegato di Air, l’Agenzia per lo sviluppo degli investimenti della regione di Novosibirsk, il piano di realizzazione del cluster calzaturiero avrebbe grandi potenzialità nell’attuale congiuntura economico-finanziaria. Molte imprese russe, che producono all’estero, sono oggi pronte a tornare nel territorio russo. Ma alcune società straniere esitano a localizzare la loro produzione nelle aree industriali russe.

“L’Italia possiede le migliori competenze e la tecnologia più avanzata nel settore calzaturiero - spiega Vladimir Nikonov, amministratore delegato di Air -. Si tratta di trasferire questa tecnologia e questo know-how nella regione di Novosibirsk. Il progetto del cluster prevede la costruzione di 15 fabbriche che rappresentano tutti gli anelli del processo produttivo: dalla finitura del pellame e dall’assemblaggio dei pezzi fino al rilascio del prodotto finito. Tutte le fasi saranno comprese in un’unica filiera produttiva: in questo sta anche la finalità del cluster”.

Secondo Gianni Scoponi, rappresentante della società Macsenior, con il lancio di questo tipo di cluster, il volume produttivo annuale dovrebbe superare i 2,5 milioni di paia di scarpe. Per la realizzazione del progetto, le cui tempistiche previsto sono di cinque anni, sono stati preventivamente stanziati 80 milioni di euro.

Secondo le stime degli esperti, la regione avrà il compito di formare almeno tremila dipendenti, dai manager agli ingegneri e ai tecnici. Pertanto il fulcro e il primo anello del cluster saranno una sorta di incubatrice d’impresa e sulla sua base verrà attuata la preparazione teorica e pratica di quadri qualificati destinati all’industria calzaturiera. E sarà attivato un complesso di laboratori.

“Uno dei problemi più seri del settore calzaturiero è la mancanza di personale qualificato. Per ottenere dei risultati efficaci sul piano produttivo occorre organizzare un sistema di corsi continuativi di formazione dei quadri - ha aggiunto Lanina -. Ed è questo lo scopo principale del cluster incubatrice. I programmi di formazione dovranno basarsi su standard internazionali e sull’esperienza dei designer e degli imprenditori calzaturieri italiani. I partecipanti al progetto del cluster dovranno operare entro i limiti previsti dalla normativa russa. Un’impresa straniera che intende risiedere nel cluster deve costituire una rappresentanza russa o una filiale, che sia una persona giuridica a tutti gli effetti. In questo caso potrà avere accesso a tutte le forme di finanziamento per gli investitori previste dalla legge russa”.

Attualmente si sta affrontando la questione del posizionamento del cluster. In particolare, vengono prese in esame una serie di varianti che possono anche coesistere: il territorio organizzato secondo il principio “brownfield” su un’area industriale sottoutilizzata di Novosibirsk, e secondo lo schema “greenfield”, su un’area che un’impresa privata sta sviluppando nella parte sud-occidentale di Novosibirsk, non lontano dall’aeroporto di Tolmachevo.

“Il trend mondiale prevede che i produttori cerchino di essere più vicini al mercato, ma se parliamo di scarpe le collezioni di questo segmento cambiano rapidamente - ha commentato Gianni Scoponi, coordinatore per lo sviluppo delle attività internazionali della società Macsenior -. In Russia si è già espressa chiaramente questa tendenza. Il produttore europeo non “fa in tempo” a star dietro alle esigenze dei consumatori russi.

Sotto questo profilo Novosibirsk è il luogo ideale per la distribuzione di questa produzione e lo sviluppo dell’industria delle calzature e della pelletteria. La regione è equidistante dai mercati di Europa e Asia e confina con il Kazakhstan. La rete dei trasporti consente di raggiungere i mercati di altri Paesi. Nel raggio di 600 chilometri risiedono oltre 20 milioni di abitanti. Prima di valutare il progetto della realizzazione di un cluster calzaturiero con le autorità della regione di Novosibirsk, la nostra società ha svolto un’indagine sull’attrattività investitiva di altri territori in seguito alla quale è giunta alla conclusione che quella della regione di Novosibirsk è una variante ottimale. Qui possiamo contare sul sostegno delle autorità amministrative locali e abbiamo avviato rapporti di interscambio con l’Air”.

“La creazione di un cluster calzaturiero nella regione di Novosibirsk - ha concluso -, è un obiettivo estremamente ambizioso, ma realizzabile, che è favorito dall’impulso dato in Russia alla politica di sostituzione delle importazioni e anche dal sostegno da parte delle strutture pubbliche, finanziarie e organizzative. A giocare un ruolo di rilievo è anche l’interesse delle imprese italiane a realizzare una joint venture russo-italiana nel territorio della regione di Novosibirsk”.

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