Arredamento, la parola d'ordine è investire

Visitatori all'ingresso del Salone del Mobile di Milano.

Visitatori all'ingresso del Salone del Mobile di Milano.

: ufficio stampa
Anche se l’embargo non interessa direttamente questa fetta di mercato, il settore non è immune alla crisi: export verso la Russia in calo del 27,8% nel 2015. A soffrire di più, materassi, sedie, illuminazione e ufficio. Ma dal Salone del Mobile di Milano arrivano segnali di fiducia. Il presidente Snaidero: “Continueremo a investire nella Federazione”

Si è chiusa ieri con oltre 372.000 presenze, di cui il 67% di operatori stranieri, l’edizione 2016 del Salone del Mobile. Un’edizione da record che ha riconfermato, così come ha spiegato il presidente del Salone Roberto Snaidero, “la vocazione internazionale e l’importanza dell’export nel settore”. Vocazione che, nonostante le tensioni internazionali e l’attuale crisi economica russa, non si ferma ai confini degli stati della Federazione. “Sono stati tanti i visitatori arrivati dalla Russia al Salone – ammette Andrea Cartei, dell’Ufficio Federlegno Arredo di Mosca -. Ne sono arrivati dalle regioni di Novosibirsk, Krasnodar, Ekaterinburg, ma anche dall’Azerbaigian e dal Kazakhstan. Inoltre per i buyer di una quindicina di aziende, con sede prevalentemente nella zona di Mosca, abbiamo organizzato una visita che si è protratta dal giorno d’apertura dei Saloni fino a venerdì, perché sabato e domenica i Saloni erano aperti al pubblico”.

Gli interessi

A catturare l’interesse della delegazione di buyer russi è stato, come da tradizione, il mobile classico, che, spiega Cartei, “continua ad avere un grande appeal in quella fascia sociale che ha risentito meno della perdita di potere d’acquisto, nonostante la crisi”.

Tra i consumatori russi, però, oltre ai mobili di ispirazione classica si sta registrando anche un interesse per i mobili di design e per le più recenti soluzioni tecnologiche, come le cappe a scomparsa. “L’immagine della cucina italiana, intesa come spazio, è molto forte in Russia e il nuovo modo di concepire lo spazio cucina è stato oggetto di grande attenzione – sottolinea Cartei -. La stessa attenzione è stata rivolta al Salone internazionale del Bagno per via della curiosità per una concezione dell’ambiente completamente diversa da quella russa”. Infine molti delegati, conclude Cartei, “hanno completato la loro visita al SaloneSatellite dove esponevano i giovani designer”.

Alcuni articoli esposti al Salone del Mobile di MilanoUfficio stampaAlcuni articoli esposti al Salone del Mobile di Milano
Alcuni articoli esposti al Salone del Mobile di MilanoUfficio stampaAlcuni articoli esposti al Salone del Mobile di Milano
Alcuni articoli esposti al Salone del Mobile di MilanoUfficio stampaAlcuni articoli esposti al Salone del Mobile di Milano
Alcuni articoli esposti al Salone del Mobile di MilanoUfficio stampaAlcuni articoli esposti al Salone del Mobile di Milano
Alcuni articoli esposti al Salone del Mobile di MilanoUfficio stampaAlcuni articoli esposti al Salone del Mobile di Milano
Visitatori all'ingressoUfficio stampaVisitatori all'ingresso
 
1/6
 
I dati

Tutto ciò avviene in un periodo particolare di contrazione dell’import russo di mobili da tutto il mondo che, come fanno sapere dal Salone, negli ultimi due anni si è ridotto del 39,6%. A partire dal 2014 anche l’Italia ha subito un netto calo dell’import in Russia, che nel 2015 si è acuito facendo registrare una riduzione complessiva del 27,8%. Percentuale che, comunque, è di gran lunga inferiore alla media, soprattutto se si considera che la Cina ha ridotto le esportazioni in Russia di oltre il 50%. “Le aziende del classico e del lusso che puntano al mercato russo, utilizzando per lo più il canale diretto degli studi di architettura, non ritengono però di aver subito grossi contraccolpi dalla crisi, in quanto la quota italiana dell’import dal mondo in Russia è pari al 29% del totale importato”, sottolineano dai Saloni. Per completezza d’informazione tra i settori italiani del “macrosistema arredamento”, il cui valore complessivo nel 2015 è stato di 527 milioni di euro (di cui 440 milioni dell'arredamento), a soffrire di più sono quello di materassi (-39%), sedie (-31%), ufficio (-47%) e illuminazione (-31%).

Gli arredi italiani che piacciono in Russia

Il futuro

“I Saloni continueranno a investire in Russia e sarà organizzato un altro Salone Worldwide a Mosca”, anticipa a Russia Beyond the Headlines il presidente Roberto Snaidero che lo scorso ottobre, in occasione dell’ultima edizione dell’esposizione moscovita, ha incontrato il ministro dello Sviluppo economico della Federazione Denis Manturov. “Abbiamo parlato di strategie comuni per rafforzare l’azione commerciale, in particolare nel settore delle costruzioni delle case in legno. Un discorso che voglio riprendere al più presto. Sto pianificando un viaggio in Russia da fare al più presto”, ammette Snaidero che, in occasione del Salone del Mobile, ha esposto al ministro italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni le problematiche dei rapporti con il mercato russo. “È indubbio che la soluzione alle difficoltà è politica perché, nonostante nel settore dell’arredo non ci sia alcun embargo – conclude Snaidero -, indirettamente tutto il mercato è condizionato anche nell’export russo verso il nostro Paese. Ad oggi considero quell’unico espositore russo ospitato al Salone come un piccolo segnale”.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta

Leggi di più