La Russia e il rischio dell'iperinflazione

A Davos parteciperanno oltre 40 capi di Stato e di Governo e 2.500 tra capi-azienda, accademici e altre figure di rilievo del mondo della politica e dell’imprenditoria.

A Davos parteciperanno oltre 40 capi di Stato e di Governo e 2.500 tra capi-azienda, accademici e altre figure di rilievo del mondo della politica e dell’imprenditoria.

Andy Mettler/swiss-image.ch/World Economic Forum
Nel 2016 Mosca rischia di dover affrontare una pesante inflazione e un deficit di bilancio dovuto alla caduta del prezzo del petrolio. Tuttavia, secondo gli esperti che si riuniranno domani a Davos, il Cremlino continua a rivestire un ruolo da protagonista nell’ordine geopolitico mondiale

La Russia, potenza energetica che possiede il secondo arsenale nucleare più grande del mondo, continua a rivestire un ruolo attivo nell’ordine mondiale da un punto di vista geopolitico. Lo si legge in un report realizzato sulla base di un’indagine effettuata tra 750 membri del Foro economico mondiale e pubblicato una settimana prima dell’inaugurazione ufficiale di questo evento a Davos, che inizierà domani, 20 gennaio. 

“Dopo l’adesione della Crimea, non è prevista a breve una chiara risoluzione politica dell’attuale conflitto nell’est dell’Ucraina. Le sanzioni europee e statunitensi, insieme ai bassi prezzi del petrolio, hanno compromesso l’economia russa, anche se per il momento non hanno suggerito un cambiamento radicale nella politica di Mosca”, si legge nel documento. 

La strategia di contenimento della Russia da parte delle grandi potenze entra in conflitto con il desiderio di collaborare nella lotta contro lo Stato Islamico. Il futuro della Russia da un lato dipende dall’equilibrio tra la modernizzazione e il sostegno nell’esportazione delle materie prime, e dall’altro dal fatto che l’attuale governo guarda sempre più verso Est, con la speranza di rafforzare i legami economici e politici. 

I Paesi occidentali, che hanno ridotto i propri investimenti nella difesa e sono occupati a risolvere i propri problemi interni, potrebbero ritrovarsi con pochi mezzi a disposizione e con la necessità di perseguire i propri obiettivi a lungo termine. 

Tuttavia le sfide che deve affrontare la Russia non sono solamente di natura politica. Mosca e i suoi partner dell’Asia centrale (nel report vengono uniti in una sola regione) hanno il 100% delle possibilità di ritrovarsi ad affrontare, nel 2016, un deficit di bilancio dovuto alla caduta del prezzo del petrolio e della domanda interna. 

Nemmeno il relativo abbassamento dei prezzi dei prodotti di questa regione nel mercato mondiale aiuterebbe a ristabilire le casse dello Stato. “In vista di una prospettiva di crescita economica solo a medio termine, è possibile che nella regione cresca la disoccupazione. E ciò è uno dei rischi più grandi”, si legge nel testo. 

La Russia e i suoi vicini hanno l’86% delle probabilità di dover affrontare un’inflazione che i propri governi non saranno in grado di risolvere, sostengono gli analisti. Su ciò pesa la svalutazione delle monete nazionali sul dollaro, la riduzione delle riserve statali, che già soffrono l’esperienza della grande inflazione degli anni Novanta, così come la possibile incapacità da parte del governo di effettuare riforme strutturali e di bilancio per sostenere la crescita economica, dicono a Davos.  

 

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