L’economia innesta il “pilota automatico”

Sul rublo russo pesa una forte svalutazione

Sul rublo russo pesa una forte svalutazione

Reuters
Le basse quotazioni del petrolio hanno costretto il governo a rivedere le modalità di esecuzione del bilancio. Ora il piano finanziario predisposto per il paese sarà solo annuale, anziché triennale. Inoltre, la decisione di non rispettare la “regole del bilancio” ha permesso di accumulare delle risorse di riserva: tutte le spese nel 2016 saranno controllate in regime di “pilota automatico”

La decisione di passare temporaneamente a un bilancio di tipo annuale e di non rispettare la regola di bilancio è prodotta dall’attuale incertezza della situazione economica, ha spiegato nella sua relazione il ministro delle Finanze Anton Siluanov. In cosa consiste la “regola di bilancio”?

Le regola di bilancio, in vigore dal 2013, funzionava così: il governo aveva calcolato il prezzo medio del petrolio su tutti gli anni precedenti e le spese aggiuntive dovute all’aumento delle quotazioni petrolifere dovevano andare sul Fondo di riserva. Quest’anno però tale regola non ha funzionato: la quotazione del petrolio si è stabilizzata a un livello più basso di quello fissato dal governo, vale a dire 96 dollari al barile. Il secondo effetto della regola doveva essere una riduzione della spesa pubblica il cui limite massimo era stato calcolato stimando l’ammontare delle spese (in base al prezzo di regolamento del petrolio) e aggiungendo un deficit di bilancio che non doveva superare l’1% del Pil. Ma ora appare chiaro che il bilancio per il prossimo anno sarà effettuato tenendo conto di un deficit che oltrepassa questi limiti e con una quotazione del petrolio fissata ai valori medi più bassi degli ultimi tre anni. Non si prevedono quindi entrate aggiuntive.

Secondo Dmitry Dolgin, analista capo di Alfa Bank, la strategia del governo russo mira a stabilizzare il bilancio (mantenendo un livello basso di deficit) e ad eliminare una serie di regole per consentire al Ministero delle Finanze di ridurre le spese di bilancio innestando il “pilota automatico”. Ciò significa che il ministero è consapevole che i rischi futuri difficilmente potranno essere pianificati.

“Il limite massimo delle spese viene calcolato sommando le entrate con la possibilità di assunzione sul mercato interno e le risorse del Fondo di riserva e facendo in modo che nel Fondo di riserva e nel fondo per la ricchezza nazionale entro fine del 2018 resti un ammontare inferiore ai 2 trilioni di rubli” ha spiegato un alto funzionario del ministero alla testata Vedomosti. Al 1° settembre nel Fondo di riserva erano presenti 4,7 trilioni di rubli e nel fondo per la ricchezza nazionale 4,9 trilioni di rubli.

Da dove arriveranno le entrate di bilancio nel 2016?

“Le regole di bilancio hanno consentito di generare fondi sovrani, il Fondo di riserva e il fondo per la ricchezza nazionale. Ma a causa delle basse quotazioni del petrolio occorre tutelare le riserve e affidarsi in misura maggiore ad altre fonti” ha dichiarato a una seduta del governo il primo ministro Dmitry Medvedev.

Intanto, a suo avviso, per la prima volta dopo parecchi anni oltre la metà dell’entità delle entrate – circa il 55% – è costituita, non da introiti provenienti dal settore gaspetrolifero, bensì prevalentemente da entrate fiscali, dall’Iva, da aliquote dei dazi doganali, e altro ancora.

Tuttavia, secondo gli esperti, la componente petrolifera resta prioritaria e il pareggio di bilancio si potrà ottenere non mediante l’accesso a nuove fonti, ma mediante il taglio delle spese.

“Esistono due varianti per rimpinguare il bilancio: la riduzione dei programmi di destinazione federali che attualmente sono oltre 40 e la riduzione dei sussidi ai monopoli naturali” commenta Vladimir Tikhomirov,  capo economista di BrokerCreditService. Per l’attuazione dei programmi di destinazione federali verranno assegnati circa 1 trilione di rubli dai capitoli aperti. Tuttavia, secondo le stime del Ministero per lo Sviluppo economico, oltre la metà di questi programmi non dispone dei parametri necessari.

“L’obiettivo fondamentale è quello di effettuare un bilancio equilibrato senza incrementare le spese esterne e preservando almeno una parte delle risorse del Fondo di riserva accumulate durante gli anni in cui le quotazioni del petrolio erano elevate. Ma la componente petrolifera peserà ancora in misura notevole nel bilancio” ritiene l’esperto. A suo avviso, il governo sarebbe pronto a tagliare le spese di bilancio, senza toccare i programmi sociali.

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