Sanzioni, "Ecco perché si brucia il cibo illegale"

Il primo giorno dell’entrata in vigore del decreto sono finite sotto i bulldozer 319 tonnellate di cibo (Foto: Sergei Medvedev/TASS)

Il primo giorno dell’entrata in vigore del decreto sono finite sotto i bulldozer 319 tonnellate di cibo (Foto: Sergei Medvedev/TASS)

Secondo il Servizio federale russo per la sorveglianza veterinaria e fitosanitaria, lo Stato combatte la corruzione distruggendo i prodotti agroalimentari sotto embargo: si prevede infatti di seppellire e bruciare ogni giorno il cibo che oltrepassa la frontiera russa senza permessi. Ma piovono le polemiche

Il 6 agosto è entrato in vigore in Russia il decreto che ordina la distruzione dei prodotti alimentari colpiti dall’embargo, firmato dal Presidente russo Vladimir Putin il 29 giugno 2015.

A partire da tale giorno una serie di dicasteri russi potrà fare qualunque uso dei prodotti alimentari di cui è stata vietata l’importazione, se presenti nel territorio russo.

Il primo giorno dell’entrata in vigore del decreto sono finite sotto i bulldozer 319 tonnellate di cibo.

La corruzione

Tuttavia, la petizione per chiedere la revoca del decreto è stata firmata da oltre 250mila persone. Alcune autorità pubbliche esortano a distribuire i cibi ai poveri.

Ma distribuire i prodotti alimentari proibiti ai poveri è comunque vietato per non alimentare la corruzione, ha spiegato Sergey Dankvert, direttore del Servizio federale per la sorveglianza veterinaria e fitosanitaria, in un'intervista rilasciata al giornale on line Gazeta.ru.

“Ci sono stati dei casi in cui si sarebbe dovuto distribuire del caviale ai ragazzini poveri, ma quel caviale ai ragazzini non è mai arrivato. Anche se tutti ripetevano che bisognava controllarne la sicurezza e distribuirlo agli orfanotrofi. Oggi è l’intero sistema mondiale a funzionare secondo certe regole: se i prodotti alimentari non sono accompagnati da certificati di origine, vanno distrutti”, spiega Dankvert.

Commentando le iniziative sull'utilizzo dei prodotti, il portavoce del Presidente Dmitry Peskov ha dichiarato che questa decisione è in parte motivata dalla preoccupazione per la salute dei cittadini russi: “A ben vedere se si tratta di puro contrabbando, se mancano i certificati di origine, ecc., nessuno è in grado di assumersi la responsabilità di garantire che questi prodotti, pur apparendo appetitosi, non costituiscano un pericolo per la salute delle persone”.

Il ministro dell'Agricoltura, Aleksandr Tkachev, che è in sostanza il promotore di questa iniziativa, ha rilevato in un’intervista come queste forme di utilizzo siano conformi alla prassi mondiale.

“Se viene violata la legge e si fa del contrabbando, i prodotti devono essere eliminati”, ha osservato.

“Ribadisco ancora una volta che si tratta di prodotti di qualità non certificata e non possiamo permettere che vengano distribuiti nei nostri negozi, nelle nostre catene commerciali, e così via”.

Il contrabbando

Secondo i dati in possesso del Servizio federale per la sorveglianza veterinaria e fitosanitaria, da quando un anno fa ha avuto inizio l’embargo dei prodotti agro-alimentari sarebbero state confiscate dalle guardie di frontiera russe decine di migliaia di tonnellate di prodotti di cui era vietata l’importazione. “Questi prodotti vengono camuffati con altri che si possono importare legalmente. (…) Per esempio, la carne viene introdotta come calcestruzzo, gomma da masticare o altra merce… Ossia, si dichiara che è calcestruzzo e poi invece è carne di maiale”, spiega Dankvert a Gazeta.ru.

Prima dell'entrata in vigore del decreto che ordina la distruzione dei prodotti alimentari il Servizio federale per la sorveglianza veterinaria e fitosanitaria aveva rispedito indietro tutti i prodotti nel territorio confinante. Vale a dire che, se i prodotti proibiti provenivano da Bielorussia, Lettonia e Lituania venivano rimandati laggiù. “Sorgeva un problema: occorreva trovare il proprietario e conservare i prodotti finché non venivano sbrigate le formalità necessarie per la restituzione”, ha spiegato il responsabile del dicastero.

Ora tutti i prodotti accompagnati da falsi certificati di origine saranno bruciati o sepolti. Tuttavia, la carne potrà essere destinata a stabilimenti speciali dove verrà trasformata in mangime per animali.

“Tutte le misure che adottiamo sono volte a impedire l'arrivo di prodotti proibiti sul nostro mercato affinché le imprese capiscano che subiscono un grave danno economico”, sottolinea il responsabile del Servizio federale per la sorveglianza veterinaria e fitosanitaria. A suo avviso, tale misura risulterà efficace per ridurre il contrabbando.

I numeri 

Nella provincia di Bryansk sono state distrutte 4,5 tonnellate di cavoli, cetrioli e pomodori. Nove tonnellate di formaggio, sprovviste della certificazione necessaria che si era cercato di introdurre attraverso il confine, sono state distrutte nella provincia di Belgorod. A San Pietroburgo sono state eliminate alcune partite di prodotti caseari del peso complessivo di 29 fermate al confine nell'ottobre 2014 e conservate in speciali container. Al confine con la Bielorussia il conducente di un camion, a bordo del quale erano state rinvenute 1,5 tonnellate di pomodori “sanzionati”, ha cercato di salvare gli ortaggi e si è nascosto in un’auto, lasciando però tutti i documenti, incluso il suo passaporto, al confine.

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