Chi paga l'aumento del deficit?

Secondo i dati del Ministero delle Finanze, in questo modo si potrebbero risparmiare circa 46 miliardi di dollari in tre anni (Foto: Artyom Geodakyan / TASS)

Secondo i dati del Ministero delle Finanze, in questo modo si potrebbero risparmiare circa 46 miliardi di dollari in tre anni (Foto: Artyom Geodakyan / TASS)

Il Ministero delle Finanze ha proposto di abbandonare l'indicizzazione delle pensioni e degli stipendi degli impiegati statali. La realizzazione di questa proposta potrebbe portare all'impoverimento della popolazione anziana e all'inasprimento delle differenze fra le fasce sociali

In seguito al crescente deficit del bilancio russo, il Ministero delle Finanze ha proposto una cura di austerità, rinunciando all'indicizzazione annuale delle pensioni e degli stipendi dei lavoratori del settore statale. Molte altre simili proposte sono state inoltrate al governo russo, riporta il giornale d'affari RBK-Daily. Secondo i dati del Ministero delle Finanze, in questo modo si potrebbero risparmiare circa 2,5 trilioni di rubli (46,58 miliardi di dollari) in tre anni. Questa iniziativa però, come mette in evidenza Timur Nigmatullin, analista della holding d'investimento “Finam”, condurrebbe ad un inasprimento delle differenze sociali. Secondo i dati dell'analista, nel 2014 la pensione media russa era pari a poco più di 10.000 rubli (186 dollari) al mese. Per fare un confronto: lo stipendio medio nominale di un lavoratore a fine 2014 equivale a poco più di 35.000 rubli netti.

La questione delle pensioni

Secondo i dati del Ministero delle Finanze, se la proposta verrà accolta, già a partire dal 2016 il bilancio potrà risparmiare fino a 510,1 miliardi di rubli (9,5 miliardi di dollari); nel 2017, 878,9 miliardi di rubli (16,4 miliardi di dollari), mentre nel 2018, 1 trilione di rubli (18,6 miliardi di dollari). Ciò detto, la revoca dell'indicizzazione delle pensioni e dei salari non è che il primo passo di un ambizioso programma di riduzione dei costi. In caso contrario, così ritengono al Ministero delle Finanze, se non si risparmia e si soddisfano tutte le richieste degli uffici e dei ministeri, le spese del bilancio 2016 salgono a 18,3 trilioni di rubli (340, 9 miliardi di dollari): ciò porterebbe all'esaurimento del Fondo di riserva, il fondo sovrano in cui rientrano tutti i surplus delle entrate dal petrolio. Attualmente, come ha dichiarato al Forum internazionale di San Pietroburgo il presidente russo Vladimir Putin, la misura del fondo equivale a circa 75 miliardi di dollari. Contro la proposta del Ministero delle finanze è già intervenuto un blocco del governo responsabile per le politiche sociali. 

Secondo le parole di Timur Nigmatullin, il sistema pensionistico russo non può più far fronte all'incarico di assicurare un'alta qualità della vita ai pensionati. Se nel 2009, ad un pensionato corrispondevano 1,65 persone economicamente attive, ora il coefficiente si avvicina a 1,55. “In questo modo al governo è già da ora indispensabile alzare l'età del pensionamento ad una soglia minima di 65-67 anni”, sostiene Nigmatullin. Di fatto, l'aumento dell'età del pensionamento equivale all'abbassamento della pensione in termini reali, tenuto conto dell'inflazione e a scapito del rifiuto all'indicizzazione. In caso di abbandono dell'indicizzazione invece, non occorre alzare l'età per la pensione, i pensionati però diventano significativamente più poveri, ritiene Nigmatullin.

L'inasprimento delle differenze sociali

Secondo il docente della cattedra di Economia e Finanze della Facoltà degli Studi Sociali ed Economici RANKhiGS, Alisen Alisenov, “la riduzione del deficit del budget tramite un pieno o parziale rifiuto all'indicizzazione delle pensioni e delle paghe sociali mette in evidenza l'incapacità dello stato di individuare ulteriori fonti di finanziamento del budget attraverso l'attuazione di riforme strutturali economiche”. Come ritiene Alisenov, questa decisione porta ad un impoverimento maggiore dei pensionati. In particolare, secondo le parole di Alisenov a sfavore dei pensionati russi testimoniano anche i dati delle ricerche annuali condotte dall'organizzazione internazionale “HelpAge International”. Questa organizzazione elabora un rating degli stati che riflette il grado di efficienza del supporto ai pensionati da parte degli stati: per condizioni agevoli di vita, i pensionati russi occupano il sessantacinquesimo posto nella lista. “La diminuzione delle entrate reali dei pensionati posiziona la Russia su gradini ancora più bassi in questa classifica”, dice Alisenov.

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