Donbass, l'economia al tempo della crisi

Fuori da un supermercato (Foto: Valery Melnikov/RIA Novosti)

Fuori da un supermercato (Foto: Valery Melnikov/RIA Novosti)

Emigrazione, produzione ridotta quasi a zero, banche che hanno smesso di funzionare. Ecco come si vive oggi in questi territori

Da quando sono iniziati i combattimenti nel territorio dell'Ucraina Orientale la popolazione delle repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk sarebbe diminuita di due volte e mezza: è quanto rende noto il giornale economico Rbk-Daily. Secondo una fonte del giornale, nel territorio controllato dai separatisti risiederebbero attualmente dai 2 ai 2 milioni e mezzo di abitanti, di cui circa 1 milione di pensionati. Nelle due repubbliche autoproclamate, secondo quanto riferisce il Ministero delle imposte e delle entrate, i bilanci non sono ancora stati approvati e le risorse sono state assegnate a tempo determinato. Solo per la corresponsione di pensioni e assegni di indennità le repubbliche dovranno sborsare almeno 55,2 miliardi di rubli (947 milioni di dollari) l’anno, senza tuttavia avere il controllo diretto di queste risorse.

Come vivono le persone 

Una pensionata, dipendente di un museo di Donetsk, non ha più ricevuto nessuno stipendio né dall’Ucraina, né dalla Repubblica popolare di Donetsk ormai dall’agosto 2014. L’ultima volta che ha potuto riscuotere la pensione ucraina risale a ottobre, ma non è riuscita a prelevare il denaro con la carta di credito perché la maggior parte dei bancomat non funzionava. Il fatto è che a novembre l’Ucraina aveva decretato il blocco dei trasporti e il blocco economico. Il mattino la pensionata fa colazione in una  mensa sociale che è stata aperta per gli abitanti del quartiere dal proprietario di un albergo di Donetsk, mentre la sera si prepara da mangiare da sola a casa con i prodotti alimentari che riceve settimanalmente dalla Fondazione per gli aiuti umanitari “Pomozhem”, istituita dal magnate Rinat Akhmetov.

A Donetsk i dipendenti pubblici hanno visto lo stipendio solo una volta, a fine ottobre prima delle elezioni dei deputati del Consiglio popolare della Repubblica popolare di Donetsk, e medici e insegnanti erano stati pagati a settembre. Quando riceveranno di nuovo lo stipendio, non si sa. Dal novembre 2014 nella Repubblica popolare di Donetsk e nella Repubblica popolare di Lugansk avevano cessato di funzionare tutti i bancomat e i terminali di pagamento dei negozi. Tuttavia, molti abitanti continuano ad avere gli accrediti degli stipendi sulle carte di credito, inclusi i dipendenti delle imprese del gruppo System capital management (Scm) di proprietà del più ricco magnate ucraino, Rinat Akhmetov (che figura al 201esimo posto della lista Forbes degli uomini più ricchi del mondo con un capitale di 6,7 miliardi di dollari).

 
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Il lavoro delle imprese

Nelle regioni di Donetsk e Lugansk nelle imprese del gruppo Scm lavorano oltre 70mila persone, mentre la Scm appartiene ad Akhmetov il più grande proprietario di imprese sotto il controllo della Repubblica popolare di Donetsk e della Repubblica popolare di Lugansk. Nel Donbass Akhmetov è titolare di decine di attività, dagli stabilimenti metallurgici ai punti vendita di prodotti farmaceutici. Malgrado il blocco dei trasporti, la Scm trova il modo di rifornire le sue aziende delle materie prime necessarie e di esportare la produzione in Ucraina, mentre la maggior parte degli imprenditori più grandi è costretta a ridurre gli stipendi ai suoi dipendenti e gli aiuti umanitari. Nella Repubblica popolare di Lugansk sono state praticamente chiuse tutte le principali imprese. Il complesso metallurgico Alchevsky - il più all’avanguardia dell’Europa Orientale - e la cokeria si sono fernmati nell’agosto 2014. In particolare, la più imporante impresa della capitale della Repubblica popolare di Lugansk, la Luganskteplovoz, produttrice di locomotive, ha interrotto la propria attività nel febbraio 2015 a causa di problemi dovuti alla fornitura di motori da Germania e Stati Uniti.

All’inizio del 2015 i dirigenti della Repubblica popolare di Donetsk e della Repubblica popolare di Lugansk avevano annunciato la mancanza di denaro contante e avevano creato una zona multivalutaria dove insieme alla divisa ucraina avevano cominciato a circolare anche rublo, dollaro ed euro. Tali divise potevano essere utilizzate per pagare nei negozi, valutare le tasse e pagare stipendi e pensioni. Al tempo stesso il sistema fiscale delle repubbliche è estremamente semplice. Nella Repubblica popolare di Lugansk le imprese pagano dal 3 all’8% sul fatturato a seconda del tipo di attività. Nella Repubblica popolare di Donetsk possono scegliere tra una o due modalità di pagamento delle imposte: il 20% del reddito netto o il 2% del fatturato. L’imposta sui redditi dei cittadini di entrambe le repubbliche è calcolata in base al modello russo al 13%,  e le imprese individuali che vogliono avviare un’attività acquistano brevetti a tasso prefissato.

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