Gli investitori che non si arrendono alla crisi

Il settore del retail in Russia risulta ancora attraente per gli investitori stranieri (Foto: AP)

Il settore del retail in Russia risulta ancora attraente per gli investitori stranieri (Foto: AP)

Il gigante svedese dei mobili IKEA è pronto a investire circa 200 milioni di euro nell'espansione dei propri centri commerciali a Mosca. In precedenza, nonostante la recessione economica in Russia, anche uno dei leader mondiali del retail, la catena di ipermercati francese Carrefour, aveva annunciato il proprio ingresso nel mercato russo

Secondo quanto annunciato dal direttore generale dei centri commerciali IKEA in Russia, Armin Mikaeli, il gigante svedese dell’arredamento avrebbe deciso di investire circa 200 milioni di euro nell'espansione dei propri centri commerciali a Mosca. A riportarlo il quotidiano KommersantSecondo Mikaeli, l’espansione vedrà i due ipermercati IKEA aumentare la loro superficie di vendita del 30 per cento, entro il 2018. In precedenza, verso la metà del mese di maggio, nonostante la recessione che affliggeva l’economia russa, anche uno dei leader mondiali del retail, la catena di ipermercati francese Carrefour, aveva annunciato il proprio ritorno sul mercato russo. "Nonostante il sempre più crescente livello di concorrenza nel settore, negli ultimi anni, la penetrazione di moderni formati commerciali in Russia è di circa 25 per cento in meno rispetto alla media nei Paesi in via di sviluppo", afferma Timur Nigmatullin, analista presso Finam Investment Holding.

Carrefour ci prova di nuovo

A differenza di IKEA, Carrefour prevede di entrare nel mercato russo in maniera indiretta, attraverso il Majid Al Futtaim Group, una holding degli Emirati Uniti che possiede una catena di franchising. L'ufficio stampa presidenziale in Tatarstan - una regione russa a maggioranza musulmana a 800 chilometri a Est di Mosca - ha rilasciato a RBTH che la catena francese intende aprire il suo primo negozio in Tatarstan. Non si tratta del primo tentativo da parte della catena di entrare nel mercato russo. Nel 2009 Carrefour aveva aperto due negozi: a Mosca e nella città meridionale di Krasnodar, la capitale della regione in cui sorge Sochi. La catena, tuttavia, aveva poi venduto gli stabilimenti. Nel 2010, il più grande retailer a livello mondiale, l’azienda americana Walmart, aveva abbandonato pubblicamente i suoi piani per entrare in Russia, senza aver aperto nemmeno un negozio in tutto il Paese. La società aveva intenzione di acquistare una grande catena russa, ma le trattative non hanno avuto successo.

 
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L’interesse ancora vivo degli investitori

"Il settore del retail in Russia risulta ancora attraente per gli investitori stranieri alla luce del suo potenziale di crescita", spiega Dmitry Bedenkov, direttore del dipartimento di analisi presso Russ-Invest. "Le grandi catene rappresentano oltre il 20 per cento dal fatturato complessivo dei commerci al dettaglio. Allo stesso tempo, la marginalità del settore retail rimane più alta rispetto ad altri Paesi”. Secondo Bedenkov, la fiducia che gli investitori nutrono nel futuro del mercato del retail russo indica che i negozianti russi possono attirare capitali sul mercato azionario. Già nel febbraio del 2015, il più grande retailer russo, la catena di supermercati Magnit, con 10mila punti vendita, aveva venduto l'1 per cento delle sue azioni a investitori internazionali per 9,8 miliardi di rubli (162.35 milioni di dollari).

Le richieste da parte degli acquirenti vennero raccolte in meno di un giorno. La catena progetta di aprire in totale circa 2mila piccoli punti vendita e 90 ipermercati nel corso del 2015. Seguendo le orme di Magnit, un altro retailer russo, la catena di supermercati Lenta, ha indetto una SPO (offerta pubblica secondaria). In precedenza, nella primavera del 2014, la società aveva venduto il 22 per cento delle sue azioni per 952 milioni di dollari, durante il suo lancio sulla Borsa di Londra. Come nel caso di Magnit, la domanda di capitale è dovuta alla sua drastica espansione: l'azienda si aspetta un aumento dei ricavi del 34-38 per cento entro la fine del 2015.

Potere d’acquisto in calo, una minaccia?

Gli esperti sostengono che l'unico fattore in grado di limitare lo sviluppo del retail in Russia sia il costo delle risorse creditizie. "Le prospettive di sviluppo delle catene sono peggiorate a causa della crescita dei tassi di credito, da un lato e, dall'altro, dai costi e della caduta della domanda da parte dei consumatori", spiega Bedenkov. Un altro problema è il calo osservato nel potere d'acquisto della popolazione. Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, a causa dell’aumento dell'inflazione nel 2015, i salari reali in Russia diminuiranno del 9,6 per cento rispetto agli indicatori del 2014. Ciò porterà a una riduzione dell’8,2 per cento, fino a 28 miliardi di rubli (533.600 milioni di dollari) del fatturato complessivo della rete retail in Russia, entro la fine del 2015. Secondo Timur Nigmatullin, i rivenditori dovrebbero prepararsi spiritualmente: "La situazione riguardante la domanda dei consumatori in Russia potrebbe peggiorare in maniera considerevole, di conseguenza il periodo di recupero dell’investimento iniziale dei vari progetti potrebbe aumentare in modo sostanziale", spiega l’esperto.

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