Perché Gazprom perde il mercato europeo

La compagnia norvegese avrebbe fornito ai paesi europei occidentali 29,2 miliardi di mc di gas, mentre Gazprom avrebbe registrato un’esportazione di 20,29 miliardi di mc (Foto: Reuters)

La compagnia norvegese avrebbe fornito ai paesi europei occidentali 29,2 miliardi di mc di gas, mentre Gazprom avrebbe registrato un’esportazione di 20,29 miliardi di mc (Foto: Reuters)

Secondo le stime effettuate nel primo trimestre 2015, il gigante russo del gas sarebbe stato superato dall’operatore norvegese Gassco nelle forniture all’Europa occidentale

La norvegese Gassco supera Gazprom. Secondo le stime effettuate nel primo trimestre 2015, il monopolista russo del gas, Gazprom, sarebbe stato superato dall’operatore norvegese Gassco nelle forniture di gas all’Europa Occidentale. Come riferisce il giornale economico Rbk-Daily, a confermare tali dati sarebbero due operatori del settore. La compagnia norvegese avrebbe fornito ai paesi europei occidentali 29,2 miliardi di mc di gas, mentre Gazprom avrebbe registrato un’esportazione di 20,29 miliardi di mc. Stando ai rilievi della compagnia norvegese, i compratori europei tenderebbero a diversificare le fonti delle forniture di gas a causa della crisi ucraina. Inoltre, una quota di clienti europei di Gazprom avrebbe rinviato i ritiri, in attesa di un calo delle tariffe del greggio. Il prezzo contrattuale del gas russo è calcolato in base alla tariffa del petrolio con un ritardo di 6-9 mesi e perciò la caduta dei prezzi del petrolio verificatasi alla fine del 2014 doveva incidere sui contratti per l’acquisto di gas solo nel secondo trimestre 2015.

Le ragioni principali 

“La riduzione delle forniture di gas russo nel mercato europeo è motivata da una duplice tendenza: la limitazione delle forniture da parte di Gazprom da un lato,  e dall’altro il desiderio dei partner europei di diversificare le forniture” afferma Ivan Kapitonov, professore associato presso la Facoltà di Regolamentazione dell’Economia statale dell’Accademia presidenziale dell’Economia nazionale e della Pubblica amministrazione della Federazione Russa (Ranepa). Tuttavia, a suo avviso, questa diversificazione non potrà avere effetti rilevanti su Gazprom dal momento che la capacità di export sia da parte della Norvegia che da parte degli altri paesi non sarebbe sufficiente a coprire tutto il fabbisogno energetico dell’Unione Europea. Così, nel 2014, Gazprom ha ridotto l’export nei paesi Ue per bloccare le forniture di gas russo in reverse flow dall’Europa all’Ucraina che, a detta di Gazprom, sarebbero in contrasto con le clausole del contratto.

 
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“In ultima analisi, secondo le stime effettuate nel 2014, la Russia rimane il fornitore leader di gas nell’Unione Europea: Gazprom ha infatti fornito nel 2014 ai paesi dell’Europa Occidentale  117,92 miliardi di mc di gas. Secondo i dati registrati della Commissione Europea, il gas russo coprirebbe il 42% del volume di gas importato nell’Ue. Tuttavia, su questo sfondo la quota di gas norvegese nel 2014 sarebbe aumentata, passando dal 34 al 38%. “È difficile definirlo un riorientamento, l’Europa non intende rinunciare ai servizi offerti da Gazprom e Gazprom stesso ha più volte dichiarato che il mercato europeo resta prioritario e che continuerà a operare nel Vecchio Mondo” afferma Dmitry Baranov, analista capo di Uk Finam Management. A suo avviso, inoltre, i contratti di Gazprom sono a lungo termine e nessun cliente della compagnia russa ha annunciato di voler rinunciare ad acquistare il gas russo.

Una prospettiva a lungo termine

Secondo Ivan Kapitonov, in una prospettiva a lungo termine, vale a dire dopo il 2030, non si dovrebbe più definire prioritario il mercato dell’Ue, in quanto le tendenze dei consumi energetici si stanno orientando verso un leader evidente: il mercato della regione Asia-Pacifico. “Per tale motivo è probabile che in un futuro più lontano si punti a una riduzione consapevole delle forniture con un conseguente ridimensionamento del ruolo di Gazprom nell’Unione Europea dovuto al riorientamento verso il mercato della Regione Asia-Pacifico” sostiene Kapitonov.

A suo avviso, in vista di una simile prospettiva, ai paesi Ue converrebbe fin da ora non ostacolare Gazprom, ma al contrario, operare per creare delle condizioni favorevoli che guardino al futuro dal momento che le riserve della Norvegia si esauriranno e che i paesi europei potrebbero vedersi costretti ad acquistare il gas a tariffe più elevate in Qatar e Azerbaigian. Tuttavia, come rileva Kapitonov, per puntare al mercato asiatico delle risorse energetiche anche Gazprom dovrà sviluppare nuovi prodotti come lo shale gas e in quest’ambito il monopolista russo del gas continua a primeggiare sui suoi concorrenti mediorientali.

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