Expo, il gusto della tradizione

L’ingresso del Padiglione Russia (Foto: Russia Expo 2015)

L’ingresso del Padiglione Russia (Foto: Russia Expo 2015)

L'investimento ha superato i diciotto milioni di euro e la Federazione si presenta in grande stile. L'occasione è ghiotta: mettere in mostra le eccellenze del paese

“La Russia è un paese con un passato imprevedibile”. Le parole dello storico Yuri Afanasiev riecheggiano nella mente dei visitatori del padiglione russo a Expo. Una presenza in grande stile, quella della Federazione alla manifestazione in corso di svolgimento fino al 31 ottobre a Milano, che punta a cogliere questa opportunità per rinsaldare i legami con l'Italia e rilanciare il dialogo con la comunità occidentale.

Passato e futuro si alternano e spesso si intrecciano nel padiglione che porta una firma prestigiosa come quella di Sergei Tchoban, architetto russo a capo dello studio Speech e comproprietario del Nps Tchoban Voss di Berlino, che ha lavorato alla progettazione con i colleghi Aleksei Ilin e Marina Kuznetskaya. Il contratto statale per la partecipazione della Federazione a Expo indica un investimento di 999 milioni di rubli (18 milioni di euro ai valori correnti). Buona parte del budget è relativo alla struttura da 4mila metri quadrati, una delle più grandi in assoluto. L'edificio in legno e vetro, a forma di parallelepipedo, è stato concepito con l'idea di dare continuità agli stili architettonici del passato, rivisti e sviluppati in chiave moderna. Così i richiami alle precedenti edizioni della manifestazione universale (con i padiglioni affidati a firme leggendarie come architetti Konstantin Melnikov, Boris Iofan, Mikhail Posokhin) si alternano alla modernità della composizione dinamica, con un'elegante facciata in legno, il piano terra realizzato con materiali trasparenti e il verde della terrazza. L'elemento di maggiore impatto visivo è la tettoia di 30 metri che sovrasta l'ingresso, esposta sotto il cielo come un'enorme onda.

Curiosità per la cucina russa 

“In queste prime settimane abbiamo registrato un grande interesse, con circa 10-15mila visitatori al giorno”, racconta il direttore del padiglione, Sergei Bondarenko. “In particolare sono molto apprezzate le degustazioni giornaliere di cibo e bevande nella cucina a vista e presso il bar-laboratorio. La cucina dei popoli della Russia costituisce un patrimonio storico inestimabile e una parte integrante della cultura russa, riflettendo l'esperienza e le tradizioni dei tanti popoli del paese. Il nostro obiettivo è dimostrare proprio che la nostra cucina non è fatta solo di zuppa e tortelli, ma di una varietà di piatti unici e salutari. Al bar del padiglione gli ospiti possono gustare bevande tradizionali come kvas, medovukha, mors e uzvar”.

Grande interesse stanno suscitando anche le sale espositive, che illustrano la vita e il lavoro di scienziati come Nikolai Vavilov, Vladimir Vernadsky e Dmitri Mendeleev. “Expo non è solo esposizione, ma rappresenta anche la possibilità di raccontare la cultura del proprio paese”, aggiunge Bondarenko. Il programma culturale comprende attività che illustrano le tradizioni dei popoli della Russia, la cultura classica e l'immagine moderna della Federazione. “Ogni giorno proponiamo ai visitatori corsi di pittura, danza e proiezioni di film. Inoltre molto presto sarà accessibile il tetto del padiglione, un'esperienza davvero unica dato che offre un panorama mozzafiato su tutto il sito espositivo”.

Expo è per la Russia l'occasione di mettere in vetrina le eccellenze raggiunte nel campo dell'agroalimentare, in linea con il claim della manifestazione: “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”. La Federazione, nel cui territorio è presente il 10% delle terre arabili di tutto il mondo, oltre a produrre derrate alimentari per far fronte alla domanda interna, è anche in grado di esportare prodotti essenziali per altri paesi: dai 19 milioni di tonnellate di cereali (soprattutto frumento e segale) agli 1,8 milioni di tonnellate di pesce (grazie anche alla presenza del 26% delle riserve mondiali di acqua dolce) e quasi 1,4 milioni di tonnellate di olio. Ma l'elenco potrebbe proseguire con il latte (625mila tonnellate) e la carne (180mila). Quantità rilevanti che ogni anno varcano i confini nazionali per servire la domanda dei cinque continenti. Basti pensare al grano russo, che arriva in Italia, Francia e Germania, ma anche in paesi di cui meno si parla come Filippine, Senegal e Zimbawe.

L'articolo è stato pubblicato sull'edizione cartacea di Rbth del 28 maggio 2015

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