La politica comune dei Brics

Le bandiere dei Brics (Foto: Kommersant)

Le bandiere dei Brics (Foto: Kommersant)

Nell'ultimo vertice passi in avanti verso la Banca dello Sviluppo. E la prospettiva è il 2025: maggiore integrazione tra i paesi membri, non solo a livello economico

Il professor Georgy Toloraya, direttore esecutivo del Comitato nazionale per gli studi sui Brics, illustra a Rbth gli esiti del Forum accademico Brics che si è tenuto a Mosca e al quale sono intervenuti gli esperti di cinque paesi per discutere il futuro di questa organizzazione.

Qual è stato l'esito principale dei vostri incontri?

Il forum ci fornisce l'opportunità di effettuare uno scambio di opinioni sulle questioni nodali dello sviluppo dei Brics. E attraverso la sua agenda si può capire su quali ambiti si focalizza l’attenzione poiché la comunità accademica opera per promuovere l’organizzazione. Ora emerge in primo piano la questione della costruzione di una nuova architettura finanziaria mondiale e di un nuovo sistema per la pace e la sicurezza. È stata approvata una strategia di sviluppo a lungo termine per gli stati membri dei Brics. Tale documento sarà presentato a Ufa dai leader Brics attraverso lo sherpa brasiliano. Esso non fornisce risposte a tutti i problemi, ma perlomeno li focalizza. Ci impegneremo al contempo a delineare gli obiettivi che devono essere conseguiti dai Brics, a capire come si configureranno i Brics nel 2025 e quali scenari si verificheranno…

Che cosa ci si deve attendere per il 2025, tenuto conto dell’attuale impegno politico dei Brics?

Oggi è intervenuto lo sherpa russo, il viceministro degli Affari esteri Sergey Ryabkov, che ci ha messo in guardia dai rischi di considerare i Brics come un’organizzazione con una struttura istituzionale. Ma gli esperti russi ritengono che i Brics debbano comunque perseguire la via dell’istituzionalizzazione. Occorre rafforzare l’attività di coordinamento svolta dall’associazione poiché ciò consentirebbe di realizzare degli obiettivi e di non limitarsi a essere una piattaforma di dibattito. Ho l’impressione che nel 2025 i Brics incrementeranno considerevolmente la loro quota nell’economia e nel commercio globale. Verrà creato un nuovo sistema finanziario internazionale e si acquisirà una notevole preponderanza rispetto a quella della congiuntura attuale. E probabilmente si riuscirà a creare un sistema finanziario autonomo che agevolerà il sostegno economico reciproco. Si verificherà un notevole incremento degli scambi in ambito commerciale e culturale. Il risultato sarà che si innalzerà il livello di vita e si potranno risolvere molti problemi sociali. Verranno realizzati numerosi progetti infrastrutturali.

Questa opinione è condivisa anche dai rappresentanti degli altri paesi Brics?

In una certa misura sì, ma ciascuno ha il proprio punto di vista. Vogliamo trovare un denominatore comune che, purtroppo, risulta per ora essere davvero minimo. L’essenziale è comprendere quali sono gli obiettivi che ci prefiggiamo e trovare delle strade per conseguirli.

Perché è importante il summit che si terrà tra breve a Ufa?

Per la Federazione Russa è importante perché avviene in un clima di opposizione frontale sempre più crescente con l’Occidente. Il fatto stesso che si realizzi rafforza le nostre posizioni in politica estera.  È importante che venga approvata una strategia economica, che venga lanciata la Nuova banca per lo sviluppo, che si crei un pool di riserve valutarie e si consolidi la segreteria virtuale che già si è costituita e che segna l’inizio dell’istituzionalizzazione dei Brics.

Sarà quindi un summit significativo?

Ogni summit dei Brics è significativo poiché si tratta di un’organizzazione ancora giovane. È difficile prevederlo dal momento che ci si aspettava che quello di Brasilia sarebbe stato un summit normale, ma a causa dell’inasprirsi della situazione internazionale ha acquisito un grande valore. Le crisi si moltiplicano e i Brics reagiscono di conseguenza, cercando di trovare una  linea comune. Si incrementano i contatti sul problema dei conflitti regionali. Ora, tra l’altro, è in corso un incontro tra i viceministri degli stati membri dei Brics per dibattere della situazione in Medio Oriente. E  ci sono tutte le permesse perché questi contatti s’intensifichino.

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