Turkish Stream, la reazione di Gazprom

Alla fine del 2014 Gazprom ha cancellato il progetto South Stream, annunciando la costruzione di un gasdotto analogo attraverso la Turchia: il Turkish Stream (Foto: Reuters)

Alla fine del 2014 Gazprom ha cancellato il progetto South Stream, annunciando la costruzione di un gasdotto analogo attraverso la Turchia: il Turkish Stream (Foto: Reuters)

Il gigante del gas ha minacciato per la prima volta di interrompere le forniture verso l'Europa, qualora venisse interrotta la realizzazione del progetto turco

Il gigante del gas russo Gazprom ha minacciato per la prima volta di interrompere la fornitura di gas verso l'Europa qualora la realizzazione del progetto Turkish Stream, che prevede il trasporto di gas dalla Russia all’Europa meridionale attraverso il bacino del Mar Nero, venisse interrotta. "Proseguiremo con questa decisione qualora ci obblighino a farlo", ha dichiarato il responsabile di Gazprom, Alexei Miller, in una conferenza a Berlino, secondo quanto riportato dal quotidiano russo RBC Daily.

Miller sostiene che l'Unione europea stia cercando di fare in modo che il fornitore di gas russo si assuma tutti i rischi, fatto che crea grandi difficoltà per Gazprom. "L'Europa deve darci una risposta chiara e precisa in merito a se abbia davvero bisogno di questa base di risorse oppure no", ha aggiunto Miller. Secondo gli esperti, il governo russo e il consiglio di amministrazione di Gazprom avevano in precedenza insistito sul fatto che non avrebbero mai violato gli obblighi contrattuali assunti con i loro clienti europei.

La reazione all’atteggiamento dell’Ue

Secondo Dmitri Baranov, esperto della società Finam Management, una delle ragioni dietro le forti dichiarazioni di Gazprom è stata la creazione di un’unione energetica europea. A marzo 2015, i leader dell'Ue hanno adottato la proposta, avanzata dalla Commissione europea, di creare suddetta unione. Come risultato, d’ora in avanti, la Commissione potrà influire direttamente sugli accordi commerciali relativi alla fornitura di gas, compresi i contratti con Gazprom. In precedenza, invece, i consumatori europei si accordavano con i fornitori in maniera individuale e le condizioni di ciascun contratto commerciale rimanevano strettamente confidenziali. Stando alle dichiarazioni di Alexei Miller, nelle sue relazioni con la Russia, l'Unione europea sta cercando di evitare l'interdipendenza creata dai suoi contratti a lungo termine, con una durata superiore ai 40 anni.

 
La seconda vita di South Stream

"Se la Commissione europea intende istituire un prezzo unitario per importazione del gas, questo sarà senza dubbio il prezzo più basso con il quale esportiamo gas in l'Europa", ha dichiarato Miller. La creazione di questa nuova unione minaccia il progetto del nuovo gasdotto. "Questo nuovo rischio per il gasdotto Turkish Stream potrebbe aver costretto il responsabile di Gazprom, Alexei Miller, a fare queste dichiarazioni", ha spiegato Dmitri Baranov. Secondo Ilya Balakirev, analista presso UFS IC, "si tratta dell’ennesimo tentativo di incalzare l'Unione europea affinché risolva il problema potenziale del transito del gas attraverso l'Ucraina".

Forniture alternative

Entro il 2019 la società Gazprom prevede di interrompere la fornitura di gas naturale attraverso l'Ucraina. Proprio a tal fine si propose la costruzione del progetto South Stream, un gasdotto con una capacità di 63 miliardi di metri cubi all'anno che dalla Russia avrebbe raggiunto la Bulgaria e i Paesi dell’Europa meridionale, compresa la penisola Balcani, passando attraverso il Mar Nero. A causa della pressione esercitata dalla Commissione europea, tuttavia, il governo bulgaro ha posto il veto al progetto, in quanto non soddisferebbe i requisiti del Terzo Pacchetto Energia. Secondo tale documento, una parte non può essere, allo stesso tempo, fornitore e proprietario delle infrastrutture. Alla fine del 2014 Gazprom ha cancellato il progetto South Stream e ha annunciato la costruzione di un gasdotto analogo attraverso la Turchia: il Turkish Stream.

"Qualora la situazione dovesse evolvere verso uno scenario sfavorevole per Gazprom, il monopolio potrebbe perdere una parte sostanziale del mercato europeo. Nonostante ciò, è ancora presto per dire se l'Iran lo sostituirà del tutto”, commenta Ilya Balakirev. Secondo l’esperto, nel corso dei prossimi cinque anni, l'Europa non potrà in nessun modo fare a meno del gas russo e nemmeno la Russia potrà fare a meno del mercato europeo del gas, malgrado tutte le sue "minacce". In un modo o nell'altro, entrambe le parti devono trovare un accordo, sostiene Balakirev. "La Russia ha già dimostrato, nelle decine anni di cooperazione con l'Europa, di essere un fornitore affidabile e che il mercato europeo è importante per lei", ha concluso Dmitri Baranov.

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