L'hi tech, una strada obbligata

Il piano tecnico nazionale stabilirà quale sarà la direzione dello sviluppo scientifico e tecnico del paese per i prossimi 20-30 anni (Foto: Sergei Savostianov/TASS)

Il piano tecnico nazionale stabilirà quale sarà la direzione dello sviluppo scientifico e tecnico del paese per i prossimi 20-30 anni (Foto: Sergei Savostianov/TASS)

Per la prima volta dall'inizio degli anni Ottanta, la Russia sta pianificando le tappe dello sviluppo tecnologico per i prossimi 30 anni. Il governo prevede di presentare il programma tecnico nazionale entro l'estate del 2015

Il Ministero dell'Istruzione e della Scienza, insieme all' “Agenzia per le iniziative strategiche” (ASI) sta preparando il piano tecnico nazionale, che stabilirà quale sarà la direzione dello sviluppo scientifico e tecnico in Russia per i prossimi 20-30 anni. Il paese non faceva una pianificazione di questo tipo dall’inizio degli anni ‘80 del XX secolo. Secondo il ministro dell'Istruzione Dmitri Livanov, il progetto mira non solo a favorire l'indipendenza tecnologica, ma anche a far crescere la leadership della Russia nei settori trainanti dello sviluppo dell'economia mondiale.

Attualmente l’ASI si occupa di analisi e ricerca di partner, sia nell'ambiente scientifico e dell’educazione, ma anche del business e prevede, entro la fine dell'estate del 2015, di definire gli orientamenti fondamentali del nuovo progetto. Alcuni esperti vicini ritengono che per ora sia prematuro divulgare il contenuto del progetto, ma un certo numero di analisti indipendenti hanno già avanzato alcune interessanti idee e previsioni.

Che cos'è l'Asi

L’ASI è stato creato dal governo della Russia nel 2012, per la realizzazione di progetti economici e sociali, volti in particolare a migliorare la sfera imprenditoriale e la formazione dei quadri

Un colpo per l'economia del sud-est asiatico

Ad esempio, Mikhail Delyagin (capo dell'Istituto delle questioni relative alla globalizzazione e dottore di scienze economiche) ritiene che la tecnologia della stampa 3D possa avere un impatto negativo sulle economie del sud-est asiatico. "Non ci sarà bisogno di comprare una pentola fatta in Cina e in Thailandia: ve le stampano nel supermercato locale. E anche se accadesse allo stesso modo in Cina, questo richiederebbe ancora meno manodopera che dovrà essere più qualificata. Questa sarà una rivoluzione che farà chiudere il sud-est asiatico, se tutto continuerà ad andare come sta andando", ha dichiarato ai media russi.

In un’intervista rilasciata a RBTH, l'economista ha previsto che nei prossimi 20-30 anni nel mondo crescerà la richiesta di tecnologie capaci di conciliare semplicità, economicità e alte prestazioni. Si parla, in particolare, di lavorazione di materiali utilizzati in vari settori, di ingegneria genetica, dell’integrazione uomo-computer e di intelligenza artificiale. Tuttavia, si dice scettico circa le prospettive di creare in Russia una strategia scientifico-tecnologica propria e, parla di "tipica fuga in avanti". "Prima di tutto è necessario ripristinare l’istruzione in generale. È impossibile dare l’istruzione superiore ad una persona che non ha quella media. In quel caso ha senso creare delle strutture per la ricerca, la diffusione e la commercializzazione di tecnologie con elevate prestazioni a buon mercato", ha detto Delyagin.

Il capo scientifico del Club cosmonautico di Mosca Ivan Moiseev, in un’intervista rilasciata a RBTH, ha previsto che, nei prossimi 20-30 anni continueranno ad essere richieste anzitutto, fisica, chimica e biologia, ci sarà un rapido sviluppo di IT, della medicina e di tecnologie legate alla produzione di nuovi materiali. "Crescerà la domanda di tecnologie aerospaziali a livello di comunicazioni satellitari, strumenti di orientamento (navigazione e salvataggio), monitoraggio in remoto della terra. C'è speranza anche per quanto riguarda la crescita e lo sviluppo dell'energia nucleare", ha osservato. Moiseev si dice fiducioso del fatto che la Russia possa dare un contributo alla scienza e allo sviluppo tecnologico, ma sostiene allo stesso tempo che le possibilità che il paese assumi una posizione di rilievo saranno molto poche, fino a quando non saranno rimosse le barriere amministrative e psicologiche e non verrà ridotto il ruolo delle imprese di stato e dei monopoli, non inclini all'innovazione.

Secondo l’esperto, la strategia tecno-scientifica ufficialmente adottata potrebbe giocare un ruolo importante come incentivo allo sviluppo, ma solo se parliamo di alta qualità, che i documenti precedentemente redatti non raggiungevano. "Generalmente prendono parte all’elaborazione vari dipartimenti, quindi il risultato è un prodotto di un compromesso tra questi. E inoltre le strutture, per loro natura conservatrici, creano di solito un documento non vincolante, che riproduce ai piani già esistenti dei dipartimenti", si è lamentato. Se il progetto verrà deciso, quindi, secondo il suo parere, sarà necessario provvedere a formare un sistema di formazione scientifica, che comprenda tutte le fasce d'età e un sistema di formazione di ingegneri di alto livello e professionisti.

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