Commercio, alla ricerca di nuovi partner

Al Forum economico di Krasnoyarsk (Foto: TASS / Evgeny Kurskov)

Al Forum economico di Krasnoyarsk (Foto: TASS / Evgeny Kurskov)

Il governo è orientato verso l’area del Pacifico inclusa, oltre all’Asia, anche l’America Latina. Questa è la conclusione alla quale sono giunti i partecipanti al Forum economico di Krasnojarsk

Le autorità russe prevedono di trovare nel breve periodo nuovi partner commerciali: principalmente il governo è rivolto verso l’area del Pacifico, non solo l’Asia, ma anche l’America Latina. "Accogliamo con favore tutti gli investitori, non c’è alcun concorso per scegliere con chi lavorare", ha affermato il vice primo ministro Arkady Dvorkovich al Forum economico di Krasnoyarsk. In particolare, secondo lui, gli investitori cinesi lavorano "più attivamente e più velocemente rispetto ad investitori di altri paesi”, visto che la Cina è il partner più importante della Russia nella regione Asia-Pacifico "su base incontrastata", come conseguenza delle dimensioni del paese e della sua economia. Con ciò, come ha notato Dvorkovich, nell’area asiatico-pacifica, la Russia guarda, non solo ai paesi asiatici, ma anche agli Stati dell’America Latina, sebbene sia interessata a lavorare con tutti i partner.

Attirare i partners

Come ha spiegato il Vice Ministro dello sviluppo economico della Russia Stanislav Voskresensky, "non si tratta di rivolgersi verso l’Asia, ma di un lavoro pragmatico volto a far crescere gli interessi russi nella regione Asia-Pacifica, senza danneggiare i rapporti con i partners tradizionali in Europa e in America". La Cina, secondo il FMI, è già la prima economia del mondo, i paesi ASEAN insieme rappresentano la settima economia del mondo. La percentuale di Cina, Giappone e ASEAN nell’economia mondiale ammonta a 27%, mentre la quota dell'Europa è pari al 21%", - ha affermato il vice ministro. Tuttavia, secondo quest’ultimo, solo l'1% di tutti gli investimenti asiatici è rivolto alla Russia. "Abbiamo scoperto che i paesi asiatici sanno molto poco dell'economia russa. Siamo pronti ad accompagnare passo passo gli investitori stranieri, ad aiutarli a superare gli ostacoli burocratici e a risolvere i problemi".

Tuttavia, se nell'industria la quota dei paesi asiatici è in costante aumento, nel mercato finanziario, come ha osservato il membro del Consiglio di "Gazprombank" Ekaterina Trofimova, i paesi sviluppati rimangono i partners tradizionali della Russia: anzitutto, Europa e Stati Uniti e l'euro e il dollaro americano sono tradizionalmente le valute più’ importanti nel sistema finanziario russo. In una prospettiva di lungo termine, secondo Ekaterina Trofimova, le società russe saranno pronte ad accettare altre valute nei pagamenti come lo Yuan cinese, ma lo swap sulla coppia rublo-Yuan non è ancora popolare tra gli acquirenti, nonostante i cambiamenti nell’ambito della politica estera.

Sfere di lavoro

Secondo Arkady Dvorkovich, il governo russo è pronto a lavorare con nuovi investitori e in particolare in progetti che riguardano le materie prime, compreso lo sviluppo di nuovi giacimenti. Tuttavia, il governo non ha intenzione di rinunciare ad una partecipazione di controllo su tali progetti, anche quelli legati, anche quelli tra i partner più vicini e strategici, tra cui le imprese cinesi. "Siamo pronti a lavorare con la Cina su base paritaria: dal 50% o il 49% a più del 51%. La controparte cinese sa che per noi questo è il modo più comodo di lavorare e ci viene incontro", commenta Arkady Dvorkovich.

In altri settori ci sono già alcuni esempi di nuove partnership relizzate con aziende straniere, in base ai dati del Ministero dello sviluppo economico. In particolare, Agroholding Olam di Singapore ha investito 258 milioni di dollari nella produzione di latte nella regione di Penza (640 km a sud-est di Mosca), mentre nella Oblast' di Tomsk (5600 km a est), è stato inaugurata un’azienda russo-cinese per la lavorazione del legname con un investimento complessivo di 15 miliardi di rubli (244 milioni di dollari). Nei piani degli investitori c’è l’aumento della produzione e la creazione di più di 5 mila posti di lavoro. "Dobbiamo lottare per ogni posto di lavoro, che ci aiuti a diversificare l'economia” - ha detto Voskresensky. Tuttavia, secondo lui, anche le aziende europee continuano ad aumentare la loro presenza in Russia. In particolare, la compagnia svedese IKEA ha annunciato ulteriori investimenti in Russia per un valore di 2 miliardi di euro.

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