La ripresa? Libera impresa in un mondo stabile

Rbth ha raccolto una serie di opinioni sull'exit strategy dalla crisi economica. Da un nuovo modello di sviluppo al ruolo degli imprenditori

Economisti e politici russi vedono la salvezza del paese nello sviluppo dell'impresa privata e nei cambiamenti del quadro internazionale. RBTH ha realizzato una raccolta di pareri di vari esperti.

 
Il premier russo Dmitri Medvedev
(Foto: Reuters) 

Dmitri Medvedev. Primo Ministro

"Lo sviluppo imprenditoriale è una delle principali misure utili per il superamento della crisi, secondo il governo. La riduzione della presenza dello stato nell'economia è evidentemente anche il miglior strumento anti-crisi perché garantisce più libertà alle imprese", ha dichiarato il Primo Ministro Dmitry Medvedev durante la riunione di gabinetto dei ministri tenutasi il 29 gennaio. Misure per il sostegno alle piccole e medie imprese sono presenti nel piano anticrisi adottato dal governo alla fine di dicembre. Si tratta di un'agevolazione fiscale per le imprese nelle regioni. Prevede inoltre la concessione di due condoni fiscali per gli imprenditori individuali. Questi riguarderanno due settori: la produzione e la fornitura di servizi sociali. Ulteriori 5 miliardi di rubli saranno destinati al sostegno delle imprese innovative.

 
Evgeny Yasin, ex ministro
russo dell'Economia (Foto: Wikipedia)

Evgeny Yasin. Ex ministro dell'Economia (1994-1997), direttore scientifico della Scuola Superiore di Economia NIU

"Nel periodo 2003-2008 abbiamo avuto una fonte costante e affidabile che alimentava la crescita economica: l’aumento del prezzo del petrolio. Alcuni credono che il modo di uscire dall’attuale crisi possa essere l’aumento del prezzo del petrolio fino a 100 dollari al barile. Ma le autorità russe non riuscirebbero questa volta a ripetere il precedente successo. È necessario che vi sia un costante aumento dei prezzi del petrolio perché un livello stabile, sebbene abbastanza alto, non consentirebbe uno sviluppo ai ritmi precedenti".

"Il nostro paese deve affrontare una scelta: o cresciamo grazie all'aumento dei prezzi di petrolio e gas, o cresciamo attraverso lo sviluppo di un'economia di mercato. Nel secondo caso serviranno nuove istituzioni e principi di concorrenza, opportunità di business, lo stato di diritto e altri fattori che caratterizzano i paesi democratici. Se saremo in grado di reinventare noi stessi, allora potremo anche realizzare uno sviluppo, che sia comparabile con quello dell'Europa occidentale, del Giappone e perfino maggiore. I cambiamenti di cui abbiamo bisogno adesso non sono prodotti da riforme economiche ma da riforme in primo luogo di natura giuridica e politica. Nel complesso si tratta di modernizzazione della società, di cambio di mentalità dei russi stessi".

 
Mikhail Prokhorov, politico
(Foto: Ria Novosti) 

Mikhail Prokhorov. Politico e uomo d'affari

"Una corretta politica della terra può essere un nuovi punto di partenza per la crescita economica in grado di produrre dei cambiamenti. La terra è vastissima e costituisce l'elemento meno sviluppato della ricchezza nazionale. È necessario aprire l'accesso dei cittadini ad esso, quanto più possibile ricondurlo al fatturato economico. Dovrebbe venire rafforzato il diritto di proprietà privata sul suolo estendendolo anche alle terre dei centri abitati per escludere così qualsiasi possibilità di sequestro della terra senza il consenso dei proprietari. L’offerta di appezzamenti è bruscamente aumentata, è possibile mobilitare migliaia di miliardi di rubli risparmiati dai cittadini, investire in questo nuovo tipo di bene. Questo creerà le condizioni affinché l’ edilizia privata si estenda in diverse regioni del paese. Oggi non abbiamo bisogno di progetti infrastrutturali in regioni remote - la crescita reale può essere avviata attraverso la promozione di progetti di piccole e medie imprese in tutto il paese".

Vladislav Inozemtsev. Economista, fondatore del "Centro per lo studio della società postindustriale"

"La vendita di 700mila ettari porterebbe un guadagno di 3,2 - 3,5 trilioni di rubli (46-50 miliardi di dollari al tasso di 30.01), circa il 4% del PIL. Il deflusso di questo denaro dal mercato limiterà la pressione sul rublo e raffredderà il fervore degli speculatori di valuta. Nella fase successiva, questo denaro verrebbe utilizzato per la costruzione di infrastrutture stradali sulle aree bonificate, il che assoggetterebbe gli acquirenti della terra al controllo statale. Soltanto la costruzione di infrastrutture nella terra privatizzata potrebbe aggiungere 1,2 - 1,4% punti al PIL del paese e portare entrate fino a 240 miliardi di dollari di tasse (3,4 miliardi di dollari al tasso del 30.01)".

Per la stesura del testo sono stati utilizzati materiali dei giornali “Kommersant” e “RBK-Daily”.

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