La ripresa passa dalle piccole imprese

La priorità verrà data alle piccole imprese operanti nella sfera del risparmio energetico, in quella dell'energia nucleare, nell'ambito dei sistemi spaziali e di trasporto (Foto: PhotoXPress)

La priorità verrà data alle piccole imprese operanti nella sfera del risparmio energetico, in quella dell'energia nucleare, nell'ambito dei sistemi spaziali e di trasporto (Foto: PhotoXPress)

In periodo di crisi il governo russo si affida a un piano per le Pmi. Gli esperti tuttavia dubitano che questo possa contribuire ad un incremento netto delle attività aziendali comportando così la crescita del pil. A ottenere una reale opportunità saranno le imprese innovative

Nel piano anti crisi varato dal governo russo il 27 gennaio sono previsti sgravi fiscali per piccole e medie imprese, inclusi businessmen e persone fisiche. Secondo il piano del governo, un maggior numero di piccole compagnie e piccoli imprenditori potranno in questo modo partecipare alle gare d'appalto per i progetti statali, cosa che avveniva in precedenza con grosse difficoltà. “Grazie alle nuove misure, le piccole e medie imprese possono assumere funzioni di supporto nei settori chiave dell'economia”, spiega l'economista Konstantin Bokshickij della cattedra di sviluppo del business e del management RANKHiGS. Secondo le sue parole, le aziende statali passeranno a loro la contabilità, la selezione e la gestione del personale, la manutenzione tecnica. Cionondimeno, come suppone l'esperto, ci vorranno dieci anni affinché nella struttura del business russo le compagnie più piccole possano acquistare maggior valore.

Uno stimolo per l'innovazione

Grazie al nuovo piano, un vero e proprio finanziamento da parte del governo verrà ottenuto in primo luogo dalle aziende innovative. A loro sostegno verranno stanziati 5 miliardi di rubli (75 milioni di dollari), dei quali 2 miliardi di rubli (30 milioni di dollari) andranno in borse di studio. Della selezione delle domande si occupa il “Fondo per la promozione dello sviluppo delle piccole imprese nella sfera tecnico-scientifica”. Questa organizzazione supporta progetti nella loro fase iniziale e ha già finanziato più di 13.000 simili iniziative.

Come hanno raccontato a RBTH i rappresentanti del fondo, la priorità verrà data alle piccole imprese operanti nella sfera del risparmio energetico, in quella dell'energia nucleare, nell'ambito dei sistemi spaziali e di trasporto, nella sicurezza e così via. I vincitori riceveranno fino a 15 milioni di rubli (225.000 dollari). I rimanenti mezzi verranno destinati alle imprese che abbiano già effettuato il lancio e la vendita dei propri prodotti. “Per la prima volta il nostro stato compie, in periodo di crisi, passi oculati e attenti. Durante le crisi si è sempre dato sostegno ai settori scientifici e alle industrie. Nella situazione in cui la domanda diminuisce, mentre le imprese tradizionali non modificano la loro produzione, è assolutamente inutile andare a investire soldi in quella direzione. Mentre l'investimento nella scienza, è una spesa ragionevole, con lo sguardo rivolto verso il futuro”, sostiene Konstantin Bokshickij.

Ostacoli principali

Uno degli aspetti principali del nuovo piano è stato definito dagli esperti la diminuzione del controllo dell'antitrust. In particolare, l'immunità verrà ottenuta da imprese “prive di particolare forza di mercato”, così si legge nel testo del piano anticrisi. Sebbene, secondo le parole degli esperti, le piccole imprese non possano nemmeno pretendere ad una posizione dominante sul mercato. “Unito a questo, la coordinazione generale, cioè il lungo e costoso schema per l'ottenimento dei permessi, resta”, fa notare l'economista Sergej Khestanov, docente della cattedra di mercati finanziari RANKHiGS. In aggiunta, secondo le sue parole, tratto distintivo dell'economia russa è la grande quota delle grosse imprese di estrazione di materie prime e realizzazione di infrastrutture, sulle quali si basa buona parte del pil. Il segmento del piccolo e medio business è invece anormalmente basso rispetto agli altri paesi, fa ricordare Sergej Khestanov. Nel 2013 in Russia, in accordo ai dati Rosstat, sono state contate circa 234.000 piccole imprese e 4.000 medie imprese.

“Le misure previste dal piano anti crisi permettono di adattarsi alla crisi, sebbene al momento non si possa parlare di uno sviluppo principale del business. Il principale fattore aggravante resta la percentuale di credito. I prestiti sono troppo cari per chi voglia aprire un'impresa”, sottolinea Nikolaj Ostarkov, vice-presidente di “Delovoj Rossii”. In particolare, il tasso di riferimento al di sotto del quale le banche non effettuano prestiti, costituisce dal 1 gennaio 2015 il 15%. resta comunque, come fa notare Nikolaj Ostarkov, che le misure per le imprese innovative sviluppate dal governo migliorano notevolmente la situazione.

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