Rublo, le conseguenze del crollo

I concessionari automobilistici hanno bloccato le vendite di auto straniere (Foto: Reuters)

I concessionari automobilistici hanno bloccato le vendite di auto straniere (Foto: Reuters)

Con la caduta della valuta nazionale, in Russia sono state sospese le vendite di auto straniere ed è stata congelata l'emissione di nuovi crediti. A rischio anche il progetto della nuova rete wi-fi di Mosca. E gli esperti si interrogano su cosa accadrà nell’immediato futuro

Il rublo va a picco. E in Russia si fermano le vendite delle auto straniere. Vengono bloccati i nuovi prestiti e rischia di saltare anche il progetto della nuova rete wi-fi prevista a Mosca. “Le conseguenze del brusco indebolimento del rublo sono estremamente negative, sia per i russi, sia per il paese in generale - commenta Vasily Yakimkin, docente della facoltà di finanza e banking RANCHiGS -. Le banche russe ora si trovano in un momento di panico. Le loro azioni cadono rapidamente a picco”. Secondo Yakimkin, a breve le banche abbasseranno tanto il volume dei prestiti, quanto quello dei depositi, mentre le perdite sui crediti continueranno a crescere. Come fa notare l'analista finanziario della holding d'investimento FINAM, Timur Nigmatullin, un eccessivo indebolimento del rublo comporterebbe in primo luogo il rischio di perdere la fiducia dei partecipanti al mercato verso il sistema finanziario russo. In particolare, secondo lui, “i rischi valutari attualmente starebbero crescendo troppo in fretta, come pure gli interessi sui crediti, i rischi di inadempienza regionale e del bilancio federale”.

Le prime reazione

Le prime reazioni alla caduta del rublo sono arrivate dalle banche, che hanno limitato l'erogazione dei prestiti sul territorio russo. Secondo fonti di RBTH, Raiffeisenbank ha momentaneamente cessato di effettuare prestiti nella Federazione. “Nonostante l'elevata volatilità sui mercati finanziari e l'innalzamento estremo del tasso di interesse di riferimento della Banca Centrale al 17%, Sberbank continua a dare prestiti ai clienti, tanto fisici, quanto giuridici”, confermano invece dal servizio stampa della più grande banca della Russia sotto controllo statale, Sberbank.

Secondo i dati riportati dal quotidiano Kommersant, buona parte dei concessionari automobilistici avrebbe bloccato le vendite di auto. Le vendite sarebbero state interrotte quando è apparso chiaro verso quale corso sarebbero stati indicizzati i prezzi. Inoltre è stata vietata l’emissione di fatture persino a coloro che hanno già stipulato un contratto ed effettuato un pagamento anticipato. 

Secondo la ricerca IATA, in tre settimane il corso del calcolo delle tariffe per i voli internazionali dalla Russia è cresciuto del 36%. A causa del crollo del rublo, a rischio accantonamento si è trovato anche il programma di avvio della rete urbana wi-fi a Mosca. Attualmente, l'impresa a capo del progetto sta rivalutando i parametri economici e finanziari del progetto, optando per una soluzione tecnica che si basi su attrezzature di produzione nazionale.

L'indebolimento del rublo ha portato a una crescente pressione inflazionistica, dato che il paese dipende non solo dall'export, ma anche dall'import, e in conseguenza di ciò, i prezzi al consumo sono aumentati”, dice l'analista capo di UFS IC Alexei Kozlov. Secondo le sue parole, la crescita dei costi di indebitamento limita il normale sviluppo dell'economia e potrebbe condurre addirittura alla recessione. “L'abbassamento dei tempi di crescita economici, insieme a una serie di rischi geopolitici, alla pressione dell'inflazione e all'instabilità della valuta portano a una diminuzione degli investimenti nel paese e conseguentemente a un deflusso di capitale”, dice Kozlov.

La reazione degli acquirenti

Sullo sfondo di un rialzo dei prezzi di beni e tecnologie in Russia, sul mercato russo cresce l'interesse all'acquisto da parte dei residenti di quei paesi la cui valuta nazionale non ha sofferto tanto quanto il rublo. Secondo dati UCS, una delle più grandi società di processing in Russia, nel mese di novembre, consumatori provenienti da Armenia, Cina, Bielorussia, Kazakistan e altri paesi del Medio e Lontano Oriente hanno notevolmente aumentato le proprie spese nei negozi russi. In particolare, i cinesi, dell'85,73%, i bielorussi, del 78,31%, i kazachi, del 32,51%. Quanto agli abitanti di Bielorussia e Kazakistan, le merci più acquistate sono state gli elettrodomestici: il costo delle compere è salito di botto rispettivamente del 123,1 e 121,85%. Gli acquirenti dalla Cina hanno prestato invece molta attenzione ai gioielli e agli orologi, e questa categoria ha registrato un incremento di 3,9 volte. Secondo i dati della compagnia processing ChronoPay, dai grafici forniti dal Kazakistan, gli utenti di internet hanno speso nel novembre 2014 il 140% in più rispetto al novembre 2013 (la quantità delle transazioni è aumentata del 27%); per quanto riguarda i bielorussi, si è passati invece a un +29%. “I cittadini dei paesi vicini hanno intensificato gli acquisti delle merci costose e liquide, i cui prezzi non hanno fatto in tempo a crescere sulla scia della domanda della moneta. In tale categoria di merci rientrano automobili, elettrodomestici e così via”, dice Alexei Kozlov.

Tuttavia, come fa notare l'esperto BKS Express, Ivan Kopejkin, un'intera serie di fattori potrebbe contribuire a stabilizzare il rublo nel breve termine. “Il rublo oggi si è rafforzato notevolmente rispetto all'euro e al dollaro, cosa che del resto non sorprende dopo la caduta di oltre il 20% di due giorni fa”, dice. In particolare, come riporta Kopejkin, il Ministero delle Finanze ha annunciato l'inizio della vendita della valuta residua del budget federale, che al momento ammonta a 7 miliardi di dollari. Nondimeno, come avverte Kopejkin, la crescita del rublo, per quanto svalutato, è difficile da prevedere senza la crescita del prezzo del petrolio.

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